Airbag difettosi che invece di proteggere possono trasformarsi in una pioggia di schegge metalliche: è questo lo scenario alla base dei due richiami diffusi da General Motors, che insieme coinvolgono 6.910 veicoli. Le autorità non usano mezze parole e parlano apertamente di rischio di “lesioni gravi o morte”, quindi si tratta di qualcosa che merita attenzione, soprattutto per chi possiede una Cadillac tra quelle finite nell’elenco.
Il caso più grave riguarda 4.125 inflatori dell’airbag lato guidatore che possono rompersi durante l’apertura. E quando si rompono, non si limitano a fallire: sparano frammenti metallici taglienti dentro l’abitacolo. Detto in modo brutale, in quel momento somiglia più a una mina che a un dispositivo di sicurezza. Una combinazione potenzialmente letale, insomma.
Quali Cadillac sono coinvolte nel richiamo
Il problema tocca diversi modelli: Cadillac Escalade ed Escalade ESV del 2015, la XTS sempre del 2015, e poi ATS, CTS e SRX prodotte tra il 2015 e il 2016. Gli airbag incriminati arrivano da ARC Automotive, nome che a qualcuno potrebbe suonare familiare per via di un richiamo simile che in passato aveva colpito Hyundai.
All’origine c’è un “difetto di fabbricazione del fornitore che può causare la rottura dell’inflatore durante l’attivazione”. Secondo quanto spiegato, gli inflatori usano propellente proveniente da due lotti che potrebbero contenere un materiale a bassa densità con caratteristiche anomale. Questo aumenta la probabilità di un’apertura ad alta pressione, quella che poi porta alla rottura. Un investigatore di GM ha scoperto il tutto analizzando il propellente recuperato dagli inflatori D5 raccolti sul campo, dopo che lo stesso materiale sospetto era già emerso negli inflatori MC, alla base di un richiamo precedente.
Qui i numeri raccontano qualcosa. GM era a conoscenza di una rottura sul campo e una in fase di test legate agli inflatori MC, ma nessuna sui D5. Tuttavia, dissezionando cinque inflatori D5 recuperati, uno presentava un’alta presenza del propellente difettoso. La soluzione sarà sostituire l’airbag lato guidatore con uno che non usa quel propellente. Una riparazione vera e propria non c’è ancora: una lettera interlocutoria partirà a luglio, mentre la notifica con il rimedio definitivo arriverà più avanti.
Il secondo richiamo riguarda i pickup
C’è poi un altro fronte aperto, che coinvolge 2.785 pickup. Parliamo di Chevrolet Silverado 1500 e GMC Sierra 1500 del 2018, oltre alle Silverado 2500, Silverado 3500, Sierra 2500 e Sierra 3500 del 2019. In questo caso il difetto riguarda gli inflatori degli airbag montati sui montanti del tetto: i tappi terminali potrebbero staccarsi oppure le pareti laterali potrebbero cedere. Se succede, il gas compresso fuoriesce e alcuni componenti rischiano di essere “scagliati all’interno del veicolo”, con possibili lesioni.
Questi componenti erano prodotti da Joyson Safety Systems. A far scattare l’allarme è stata una Chevrolet Silverado del 2019 che ha “sperimentato una potenziale rottura dell’airbag laterale destro del montante del tetto” mentre era parcheggiata e senza nessuno a bordo. Il richiamo amplia una campagna precedente che riguardava 2.819 veicoli.
GM non ha ancora un quadro del tutto chiaro sulle cause, ma punta il dito su due difetti di fabbricazione. Il primo è una piccola crepa nel contenitore dell’inflatore, comparsa durante la produzione. Il secondo è una piccola quantità d’acqua rimasta per errore nel contenitore dopo il lavaggio, che col tempo provoca corrosione e indebolisce il contenitore pressurizzato. Per sistemare il tutto, i concessionari sostituiranno entrambi i moduli airbag dei montanti del tetto. Le notifiche ai proprietari partiranno a inizio luglio.