L’alluminio torna al centro della scena automobilistica grazie a un telaio firmato BYD che promette numeri sorprendenti: regge un test di sollevamento da 12 tonnellate e pesa 56 kg in meno rispetto a una struttura equivalente in acciaio. Non si parla di un prototipo da laboratorio, ma del telaio che sostiene lo Yangwang U8L, il maxi SUV elettrico del marchio premium di BYD.
Un telaio in alluminio aerospaziale pensato per un SUV full-size
Gli ingegneri di BYD si sono trovati davanti a una sfida tutt’altro che banale. Un veicolo full-size porta con sé dimensioni importanti, una massa considerevole e requisiti strutturali che lasciano poco spazio agli errori. Prima di arrivare alla scelta definitiva hanno messo sul tavolo diverse opzioni, dagli acciai formati a caldo fino alle leghe di titanio. Alla fine la decisione è ricaduta sull’alluminio aerospaziale delle serie 6 e 7, materiali che mettono insieme leggerezza, buona resistenza meccanica e una protezione dalla corrosione che fa la differenza nel tempo.
La parte più curiosa, però, riguarda il modo in cui questo telaio viene prodotto. Insieme al fornitore aerospaziale Hangte, BYD ha sviluppato una tecnologia di fusione a bassa pressione pensata appositamente per grandi strutture automobilistiche. In pratica il metallo viene spinto lentamente verso l’alto all’interno dello stampo, un movimento controllato che riduce turbolenze, vuoti interni e difetti nella struttura finale. È un approccio diverso da quello reso celebre da Tesla con le sue grandi presse di fusione, la cosiddetta Giga Press.
Meno componenti, meno saldature e più rigidità
I numeri raccontano bene cosa cambia con questo metodo. Il conteggio dei componenti scende da 251 a 119, e nel solo telaio posteriore ben 67 elementi vengono accorpati in un unico pezzo. C’è poi un dato che colpisce ancora di più: la lunghezza complessiva delle saldature crolla da circa 100 metri a soli 9 metri. Secondo BYD si tratta della prima applicazione domestica di una tecnologia di fusione integrata a bassa pressione applicata a un grande telaio automobilistico.
Ridurre le saldature non significa soltanto semplificare la catena di produzione. Meno giunzioni vogliono dire anche meno punti dove, con gli anni, potrebbero comparire fatica del materiale, deformazioni o cedimenti. Un vantaggio che si sente soprattutto sul lungo periodo, quando un’auto inizia ad accumulare chilometri e sollecitazioni.
BYD sostiene che lo Yangwang U8L sia il primo veicolo del settore ad aver superato un test di sollevamento da 12 tonnellate con una struttura di questo tipo. Oltre al risparmio di peso già citato, l’azienda parla anche di una rigidità torsionale superiore di oltre il 50% rispetto a quella di SUV di dimensioni comparabili. Tradotto in termini concreti, la rigidità torsionale indica quanto la scocca resiste alla torsione: più è alta, meno vibrazioni, flessioni e deformazioni si avvertono durante la marcia.
Resta un punto fermo da tenere a mente. Lo Yangwang U8L è un modello di fascia alta, e una soluzione tecnica così sofisticata non è detto che possa essere trasferita in tempi brevi sulle auto più economiche. Per ora questa tecnologia in alluminio aerospaziale vive sul gradino più alto della gamma BYD.
