La Bugatti W16 Mistral esce ufficialmente di scena e con lei se ne va un capitolo che ha segnato la storia recente della casa di Molsheim. Non si tratta di una semplice roadster tra le tante, ma dell’ultima vettura pensata attorno al leggendario motore W16, quel propulsore che per anni è stato il cuore pulsante di ogni creazione del marchio francese. Un addio che era nell’aria, certo, ma che ora diventa realtà concreta.
La Mistral rappresentava in un certo senso il canto del cigno di un’era. Costruita in appena 99 esemplari, tutti già assegnati ai facoltosi clienti Bugatti, questa roadster aveva il compito di celebrare come si deve un’architettura tecnica che difficilmente vedremo ancora. Il quadricilindrico da 16 cilindri, sovralimentato da quattro turbocompressori, restava capace di erogare cifre da capogiro, con una potenza che sfiorava i 1.600 cavalli. Numeri che parlano da soli e che raccontano bene perché tanti appassionati la considerassero un oggetto quasi irripetibile.
Cosa lascia in eredità il motore W16 e cosa arriva dopo
Il motore W16 ha accompagnato Bugatti attraverso modelli entrati nell’immaginario collettivo, dalla Veyron alla Chiron fino appunto alla Mistral. Con il suo ritiro si chiude una parentesi lunga vent’anni, durante i quali questo propulsore ha rappresentato una vera e propria firma tecnica, qualcosa che nessun altro costruttore era riuscito a replicare con la stessa audacia. La Mistral ha avuto il privilegio di essere l’ultima a montarlo, e questo la rende un pezzo destinato a diventare ancora più ambito nelle collezioni private.
Il futuro della casa francese guarda già altrove. Bugatti ha infatti spostato l’attenzione sul nuovo corso rappresentato dalla Tourbillon, il modello che raccoglie il testimone e che introduce un’architettura completamente diversa. Al posto del vecchio W16 arriva un motore V16 aspirato, affiancato da una componente elettrica che porta la vettura in un territorio tecnico inedito per il marchio. Una scelta che segna un cambio di rotta netto, in linea con le trasformazioni che stanno attraversando l’intero settore dell’automobile ad altissime prestazioni.
La transizione verso la Tourbillon non è quindi solo un ricambio di listino, ma un passaggio simbolico. Da un lato si saluta un propulsore che ha definito un’epoca, dall’altro si apre la porta a una tecnologia pensata per rispondere alle esigenze dei prossimi anni. Gli ultimi esemplari della W16 Mistral hanno completato il loro percorso produttivo, chiudendo così definitivamente la storia del sedici cilindri che aveva reso Bugatti unica nel panorama delle hypercar.
Per chi ha avuto la fortuna di accaparrarsi uno dei 99 esemplari, la Mistral resterà un investimento tanto quanto un oggetto del desiderio. Il valore di queste vetture, già altissimo alla presentazione, è destinato a crescere proprio in virtù del ruolo che ricoprono nella storia del marchio. L’ultima roadster con il cuore W16 abbandona la scena lasciando spazio a un capitolo tutto nuovo firmato Molsheim.
