Nel cuore della Motor Valley, precisamente a Parma, è spuntato un progetto che va decisamente controcorrente. Si chiama Brado ed è un marchio indipendente che ha deciso di puntare tutto sull’esperienza di guida pura, senza compromessi con la digitalizzazione che ormai pervade qualsiasi automobile moderna. Il primo modello si chiama Brado Carbon Buggy ed è, in sostanza, un restomod artigianale in serie limitata che riprende lo spirito delle classiche dune buggy e lo rielabora sotto l’etichetta “Luxury Fun”. Niente schermi, niente assistenze elettroniche, niente filtri tra chi guida e la strada. Solo meccanica, materiali nobili e tanta voglia di divertirsi.
La cosa interessante è che dietro a Carbon Buggy non ci sono nomi qualsiasi. La parte meccanica porta la firma di Matias Mussetta, fondatore di Brado e tecnico con una lunga esperienza nei materiali compositi. Nel suo curriculum figurano collaborazioni con Dallara, Lamborghini e persino il team Ferrari che ha vinto a Le Mans nel 2023. Lo stile, invece, è opera di Juan Manuel Diaz, il designer che ha disegnato tra le altre cose l’Alfa Romeo 8C Competizione. Per questo progetto, Diaz ha lavorato per “sottrazione”, eliminando tutto il superfluo per esaltare la leggerezza e le proporzioni del veicolo. Un approccio che si nota subito, perché Brado Carbon Buggy ha una presenza scenica minimalista ma tutt’altro che banale.
Motore boxer aspirato e monoscocca in fibra di carbonio
Entrando nel dettaglio tecnico, Brado Carbon Buggy misura appena 3,3 metri di lunghezza ed è costruita attorno a una monoscocca interamente in fibra di carbonio con elementi in titanio. Soluzioni che arrivano dritte dal mondo del motorsport e che servono a contenere il peso al minimo indispensabile. Sotto il cofano lavora un motore boxer aspirato raffreddato ad aria, disponibile in due varianti: un 1.8 da 85 CV oppure un 2.0 da 110 CV. L’alimentazione è affidata a carburatori e il cambio è rigorosamente manuale. Non c’è traccia di elettronica di alcun tipo, il che significa che la connessione tra chi guida e l’asfalto è totale, senza mediazioni.
È proprio questa l’anima del progetto Brado: restituire quella sensazione di guida analogica che nelle auto contemporanee si è praticamente persa. Carbon Buggy non cerca la potenza bruta, cerca piuttosto il coinvolgimento sensoriale. Il suono del boxer, il ritorno dello sterzo, il cambio da gestire in prima persona. Roba che oggi sembra quasi d’altri tempi, eppure ha un fascino che resiste eccome.
Personalizzazione artigianale per ogni esemplare
Ogni unità di Brado Carbon Buggy viene realizzata come pezzo unico, o quasi. Esiste un programma di personalizzazione piuttosto articolato che permette ai clienti di scegliere tra configurazioni a due o quattro posti. La carrozzeria in carbonio può essere ordinata con trama a vista e colorazioni personalizzate, mentre gli interni vengono rifiniti con materiali di derivazione nautica. Tra le opzioni disponibili ci sono anche i volanti Nardi, un tocco che sottolinea ulteriormente il carattere artigianale e italiano del progetto.
Brado Carbon Buggy è insomma un oggetto pensato per una nicchia molto precisa: appassionati che vogliono qualcosa di radicalmente diverso dal panorama attuale, qualcosa di fisico, tangibile, non mediato da schermi e centraline. Un piccolo manifesto su quattro ruote che arriva da Parma e che prova a dimostrare come la Motor Valley sappia ancora sorprendere, anche quando decide di guardare indietro per andare avanti.