Bolletta seconda casa più salata del previsto, soprattutto quando arriva l’estate. I numeri parlano chiaro e raccontano una storia che chi possiede un immobile al mare o in montagna conosce fin troppo bene. A luglio i consumi energetici delle utenze non residenti schizzano verso l’alto, e con loro il conto da pagare. I dati Arera, rielaborati da Switcho, mettono nero su bianco un fenomeno che colpisce in particolare le zone a vocazione turistica.
Nel dettaglio, i consumi energetici dei clienti non residenti a luglio crescono in media del 55%. Un balzo notevole se confrontato con il 40% registrato dalle utenze domestiche residenti nello stesso periodo. La differenza si spiega facilmente. Le seconde case restano spesso chiuse per gran parte dell’anno e si riaccendono proprio nei mesi caldi, quando ci si trasferisce per le vacanze. Condizionatori accesi, frigoriferi pieni, elettrodomestici che tornano a lavorare a pieno ritmo. Il risultato è una bolletta estiva che pesa parecchio sul portafoglio.
Dove la stangata colpisce più forte
Non tutte le regioni sono uguali, e qui entra in gioco la geografia del turismo italiano. Le zone che attirano più visitatori sono anche quelle dove gli aumenti mordono di più. In testa alla classifica ci sono Calabria e Puglia, due regioni dove i consumi medi di luglio superano quelli del mese precedente di oltre l’80%. Tradotto in soldi, significa una bolletta più cara di quasi 40 euro rispetto a giugno.
Il meccanismo è intuitivo. Dove il flusso turistico è più intenso, le seconde case si riempiono e i contatori girano senza sosta. Le regioni del Sud, con il loro richiamo balneare, finiscono così per registrare gli incrementi più marcati. Chi possiede una casa vacanze in queste aree si trova a fare i conti con spese che, sommate ai costi già alti dell’energia, diventano una voce importante nel bilancio familiare estivo.
Come tenere sotto controllo i costi
La buona notizia è che qualche margine per contenere la spesa esiste davvero. Il primo passo riguarda la scelta della tariffa. Verificare periodicamente le condizioni del proprio contratto e confrontare le offerte sul mercato può fare la differenza, soprattutto per chi non ha mai cambiato fornitore da anni. Le offerte energetiche cambiano di continuo e restare fermi sulla stessa da troppo tempo spesso non conviene.
Poi ci sono le abitudini quotidiane, quelle che sembrano piccole ma alla lunga incidono. Usare il condizionatore con criterio, impostando temperature ragionevoli senza esagerare, aiuta a limitare i picchi di consumo. Anche gli elettrodomestici hanno il loro peso. Farli lavorare nelle fasce orarie più convenienti, quando l’energia costa meno, permette di alleggerire il totale a fine mese. E ancora, staccare gli apparecchi lasciati in standby quando la casa resta vuota evita sprechi silenziosi ma costanti.