C’è un traguardo che gli sviluppatori di Arc Raiders aspettavano da un po’, e riguarda la lotta ai cheater. Il sistema Denuvo Anti-Cheat è ora attivo per l’intera base di utenti dell’extraction shooter firmato Embark, un passo importante nella battaglia continua contro chi bara. Lo studio, però, non considera chiusa la partita, anzi. C’è ancora parecchio lavoro da fare.
A confermarlo è stato Ossen, community lead di Embark, in un nuovo post pubblicato sul blog ufficiale. Parole chiare, senza troppi giri: il rollout di Denuvo verso tutti i giocatori è stato completato, e ora il team tiene sotto controllo l’impatto e le prestazioni del software. Perché una cosa è distribuirlo, un’altra è capire se crea intoppi imprevisti. Ed è proprio questo il punto delicato. L’introduzione di Denuvo rientra in uno sforzo più ampio contro chi usa servizi di terze parti per ottenere un vantaggio sleale durante le partite. Senza dimenticare gli exploit, che spuntano fuori praticamente in continuazione. Da quando Arc Raiders è arrivato sul mercato, Embark ha giocato una specie di partita al gatto e al topo con i glitch di duplicazione, perché la community trova sempre nuovi modi per aggirare i controlli e farla franca.
Un aggiornamento più ampio in arrivo per il fair play
Il post si chiude con una promessa precisa. Lo studio sta lavorando a un aggiornamento più esteso sulle iniziative legate al fair play, che verrà condiviso non appena sarà pronto. Un messaggio che ricalca quanto già detto in passato, quando gli sviluppatori avevano sottolineato quanto tutto questo sia un processo in continua evoluzione, mai davvero concluso.
L’idea di fondo è costruire una struttura in cui qualsiasi forma di imbroglio venga notata in fretta e cancellata con la stessa rapidità. In un vecchio post del blog lo avevano spiegato bene: significa individuare con attenzione gli incidenti, affrontarli in modo diretto e mettere in piedi delle protezioni per evitare che si ripetano in futuro. Un lavoro descritto come dettagliato e metodico. E fondamentalmente è così che stanno le cose.
Va detto che questi strumenti anti-cheat possono anche creare qualche ostacolo. I falsi positivi, per esempio, oppure il rischio di danneggiare l’hardware di chi gioca. Meno succedono queste cose meglio è, ovvio. Trattarlo come un percorso graduale invece che come una soluzione universale resta la strada giusta quando si affrontano problemi di questo tipo. Non esiste l’interruttore magico che risolve tutto in un colpo solo.
Nel frattempo, sul fronte dei contenuti, gli sviluppatori di Arc Raiders hanno anche sostituito i punti abilità con delle ricompense a sorpresa nell’ultima Expedition, un cambiamento pensato per rispondere alla frustrazione dei nuovi giocatori.