Il chip M1 Pro di Apple era nato per un compito ben preciso, finire dentro un Mac e diventarne il cervello pulsante. Eppure, in un angolo improbabile del mondo, ha trovato una seconda vita che nessuno aveva previsto, trasformandosi in una semplice pinza per capelli venduta a una decina di euro. Una storia che racconta tanto sull’ossessione di certi appassionati quanto sulla capacità del marchio di Cupertino di rendere desiderabile persino un componente difettoso.
Steve Jobs lo ripeteva fin da ragazzo, un dispositivo deve essere bello dentro tanto quanto lo è fuori. Quella filosofia resiste ancora oggi dentro Apple, e basta aprire un iPhone Air o un MacBook Neo per scorgere quella bellezza nascosta che pochi avranno mai il privilegio di vedere. Lo stesso vale per i processori, di norma pensati per farci lavorare o giocare. Ma qualcuno ha deciso di andare oltre.
Apple M1 Pro: chip morti che rinascono come accessori
Tutto parte dai social network cinesi, dove un utente conosciuto come YuuKiAnS ha mostrato la sua ultima trovata, messa poi in vendita su Goofish, una sorta di eBay locale che fa capo ad Alibaba. Niente ingegneria sofisticata, nessuna saldatura complicata. Solo chip Apple M1 Pro, difettosi o recuperati dal riciclo, incollati direttamente su comuni pinze di plastica. Da centinaia di euro a poco più di dieci, novanta yuan al cambio.
Le pinze per capelli con il chip incastonato sono andate esaurite in un lampo, cosa che non dovrebbe stupire vista la natura limitatissima del materiale di partenza. Oggi YuuKiAnS non ne ha più nessuna disponibile, ma continua a vendere chip singoli sempre tramite Goofish. Sia di Apple sia di altri marchi, per chi avesse voglia di costruirsi la propria versione casalinga. Va messo in conto qualche ostacolo tipico degli acquisti dalla Cina, la lingua, le spedizioni internazionali e i tempi di consegna che si allungano.
Quando i fan diventano artigiani
Non è l’unica prova di creatività estrema firmata dalla comunità Apple. A Liverpool, Nick Gillard è riuscito in qualcosa di altrettanto sorprendente, costruire un Macintosh perfettamente funzionante alto appena 62 millimetri. Più piccolo di una lattina di Coca Cola. Altri hanno realizzato portafogli ricavati dalle scocche degli iPod, oppure zaini sagomati come AirPods.
Sta tutto qui il bello, e anche la follia, dell’universo che ruota attorno al marchio. La tecnologia che produce e tutto ciò che riesce a ispirare nelle persone. Che qualcuno guardi un chip difettoso e pensi subito che starebbe benissimo tra i capelli dice parecchio su come Apple sia riuscita a trasformare i propri componenti in oggetti capaci di esaurire le scorte nel giro di poche ore.