Stellantis ha deciso di chiarire la questione una volta per tutte: Alfa Romeo Giulia e Stelvio non spariranno dai listini. Le voci circolavano da settimane, mettendo in agitazione gli appassionati del Biscione e i sindacati, ma adesso la smentita è arrivata nero su bianco. Niente addio ai due modelli che hanno fatto la storia recente del marchio, anzi.
A togliere ogni dubbio ci ha pensato Emanuele Cappellano, direttore operativo per l’Europa del Gruppo, nel corso di una tavola rotonda a Torino. Il manager ha tracciato un quadro piuttosto definito per gli stabilimenti italiani, confermando la sopravvivenza dei modelli simbolo e rilanciando con nuovi investimenti destinati a Melfi, Pomigliano e alle strategie dei singoli brand. Le parole sui due gioielli di Alfa Romeo non lasciano spazio a interpretazioni: “Le attuali Giulia e Stelvio vanno in continuità con gli aggiornamenti di prodotto, ma non abbiamo alcuna intenzione di ridurre la gamma cancellandole”. Tradotto, un futuro c’è per entrambe. Sui tempi e sui dettagli tecnici, però, il riserbo resta totale.
Il piano FaSTLAne 2030 e il ritorno nel segmento C
Le certezze più concrete arrivano dal piano strategico FaSTLAne 2030, che ridisegna gli orizzonti del marchio. Il Biscione punta a un rientro deciso nel segmento C con due novità assolute. La prima è una compatta che nascerà sulla nuovissima piattaforma STLA One. La seconda è un SUV inedito, destinato ad arricchire le linee dello stabilimento di Melfi, dove si aggiungerà ai quattro modelli già messi in calendario. E per accontentare anche i più puristi, c’è in cantiere una nuova “halo car”, una vettura iconica ed esclusiva pensata sulla scia di quanto fatto con la 33 Stradale.
Mentre in Europa Stellantis mette in conto una riduzione fisiologica di circa 800 mila unità prodotte, l’Italia sembra restare al riparo da questo ridimensionamento. “Il Piano Italia non è solamente confermato, ma sarà rinforzato”, ha precisato Cappellano. Un segnale che pesa, soprattutto guardando a quello che succede oltreconfine.
Pomigliano, Mirafiori e Atessa: le nuove missioni
Il cuore di questa strategia batte a Pomigliano d’Arco, dove prende forma il cosiddetto progetto E-Car. Oltre alla conferma a oltranza della produzione dell’attuale Pandina, l’impianto campano accoglierà una nuova piattaforma, destinata a sostituire la STLA Small, su cui prenderanno vita “almeno 2 veicoli”. Le certezze al momento? Una sarà una Fiat, l’altra una Citroën, forse proprio quella tanto chiacchierata erede della 2CV. Per contenere i costi e velocizzare lo sviluppo di questa architettura, il Gruppo sta valutando anche possibili partnership esterne.
Discorso diverso per Mirafiori. Il polo torinese conserverà la sua attuale missione produttiva, concentrandosi su economia circolare, Battery Hub, sulla 500 ibrida e sulla produzione delle trasmissioni e-DCT. Novità anche per Atessa, dove arriverà la nuova generazione del veicolo commerciale Ducato.