A Quiet Place – Giorno 1 sta per lasciare il catalogo Netflix, e chi non l’ha ancora visto farebbe bene a sbrigarsi: restano appena due giorni, visto che l’ultima data utile è il 9 giugno. Un prequel su cui in pochi avrebbero scommesso e che invece ha conquistato il pubblico, tra emozione vera e una buona dose di terrore.
Quando Hollywood decide di spremere un titolo di catalogo per allargare una saga, il prequel è forse la mossa più difficile da centrare. Il problema è semplice: sapere già come va a finire toglie parecchio del gusto. Eppure ogni tanto qualcuno trova una storia nuova capace di tenere insieme l’essenza dell’originale e di catturare lo spettatore. È esattamente quello che riesce a fare questo film, che ci porta dentro l’evento da cui nasce una delle franchigie horror più importanti di questo secolo.
La trama
Diretta da Michael Sarnoski e uscita nelle sale il 27 giugno 2024, con una durata di un’ora e trentanove minuti, la pellicola mette al centro Lupita Nyong’o e Joseph Quinn. Si parte da Samira, malata terminale di cancro, che vive in un ospizio di New York insieme al suo gatto, Frodo. Un giorno Reuben, uno degli operatori, convince una riluttante Sam a unirsi a una gita di gruppo a Manhattan: uno spettacolo teatrale e poi una pizza tutti insieme. Durante quel viaggio, il gruppo nota degli oggetti simili a meteoriti che si schiantano sulla città.
Da lì cambia tutto. Creature aliene ostili iniziano ad attaccare le persone, ma c’è una regola che salva la vita: il silenzio. Chi riesce a non fare rumore sopravvive. Circondata da una marea di predatori attirati da qualsiasi suono, Samira deve aggrapparsi disperatamente al suo ultimo desiderio per restare viva, o morire nel tentativo.
Sopravvivere, con un destino già scritto
I personaggi qui sono completamente diversi da quelli dei due capitoli principali, ma il cuore resta lo stesso: quella lotta per sopravvivere che tiene insieme tutta la saga. La scelta di mettere come protagonista una paziente terminale dà alla storia una piega particolare, perché il suo destino sembra più segnato rispetto a chi cerca di non soccombere alla fine del mondo. Un punto di vista che cambia le carte in tavola.
Sul piano tecnico non manca nulla. Gli effetti speciali sono all’altezza dei blockbuster più ambiziosi, e l’esperienza risulta intensa ed emozionante quanto ci si aspetta da una saga che, finora, non ha sbagliato un colpo. Un bel lavoro nel costruire un punto di partenza solido, senza prosciugare l’idea né stancare chi guarda.