Samsung Max VPN è la nuova vittima della scure aziendale, e stavolta a sparire è un servizio che di utenti ne aveva eccome. Dopo il pensionamento di Messaggi nei mesi scorsi, la casa coreana ha deciso di staccare la spina anche alla sua rete privata virtuale, senza spiegazioni ufficiali e lasciando un po’ tutti con il cerchino dell’amaro in bocca. Numeri alla mano, la scheda su Google Play raccontava una storia diversa da quella di un prodotto fallimentare: oltre 50 milioni di download e un voto medio di 4,4 su 5 nelle recensioni.
Cosa è successo alla VPN di Samsung

Lo stop è arrivato ieri, il 15 giugno 2026. Aprendo l’app oggi non si trova più nulla di utilizzabile, solo un messaggio che ringrazia per aver scelto Samsung Max e l’unico tasto disponibile, quello per chiudere e uscire. Niente di più. Chi aveva sottoscritto un abbonamento premium se lo è visto annullare in automatico, quindi nessun rinnovo in arrivo e nessuna spesa aggiuntiva da temere sulla carta.
Il bello, o il brutto a seconda dei punti di vista, è che la VPN non era affatto un servizio dimenticato. Anzi. La funzione che l’aveva resa popolare nel tempo era Data Saver, pensata per ridurre il consumo di dati mentre si naviga. Oltre a nascondere l’indirizzo IP e proteggere la privacy, sapeva tenere a bada i consumi delle app in background, ottimizzava le pagine web durante la navigazione e bloccava le pubblicità. Roba preziosa per chi deve fare i conti con i limiti di traffico imposti dall’operatore e cerca di arrivare a fine mese senza prosciugare il piano dati.
Da Opera Max al brand Galaxy
La storia di questo servizio ha radici interessanti. Max VPN nasce di fatto sulle ceneri di Opera Max, dismesso nel 2017. L’anno successivo Samsung ha rilevato il progetto, gli ha cambiato nome e lo ha rilanciato con il proprio marchio, integrandolo nell’ecosistema Galaxy. Una scelta che all’epoca sembrava puntare forte su un’offerta software ricca e attenta alle esigenze quotidiane degli utenti.
Sul perché di questa chiusura, però, l’azienda ha preferito tacere. Nessuna nota dettagliata, nessuna motivazione ufficiale. Le ipotesi più ragionevoli portano tutte verso una direzione: i conti. Tenere in piedi una Virtual Private Network non è uno scherzo dal punto di vista economico, soprattutto per via dei server sparsi nel mondo che vanno mantenuti, aggiornati e gestiti. Probabile che gli incassi dagli abbonamenti premium non bastassero più a coprire le spese e a rendere il tutto sostenibile.
Il messaggio di addio lasciato nell’app prova comunque a mettere una toppa emotiva: un ringraziamento agli utenti per il supporto e la partecipazione di questi anni, considerati fondamentali per dare forma all’applicazione così come la conoscevamo. C’è anche la speranza, scritta nero su bianco, di ritrovare gli stessi utenti in futuro su altre applicazioni Samsung. Una formula di cortesia che suona quasi come un arrivederci, anche se per ora di concreto resta solo il pulsante di chiusura.