Disney+ ha deciso di togliere il 4K in Italia, e lo ha fatto senza avvertire nessuno. Chi paga il piano premium proprio per vedere i contenuti nella massima qualità si ritrova, a conti fatti, con la stessa resa di chi ha sottoscritto l’abbonamento base. Una scelta silenziosa, mai comunicata agli utenti, che riguarda un abbonamento pensato e venduto proprio sulla promessa di una qualità superiore.
Disney+: cosa è sparito dal servizio
Il taglio non arriva del tutto a sorpresa, perché già in passato Disney+ aveva rinunciato al Dolby Vision, la tecnologia che gestisce i colori e il contrasto in modo dinamico e che fa una differenza concreta su chi ha un buon televisore. Prima è andato via quello, adesso tocca alla risoluzione vera e propria. Il risultato è che il piano premium in Italia perde una delle sue caratteristiche più importanti, quella per cui in molti avevano deciso di spendere qualcosa in più ogni mese.
La parte più fastidiosa della vicenda non è tanto il taglio in sé, quanto il modo in cui è avvenuto. Nessun avviso, nessuna comunicazione ufficiale, nessuna nota che spiegasse agli abbonati cosa stava cambiando. L’azienda ha semplicemente lasciato che accadesse, facendo finta di niente. Chi continua a pagare l’importo pieno lo fa credendo di ottenere una qualità video che, nella pratica, non riceve più.
Chi paga di più senza avere di più
Il nodo della questione è tutto qui. Il valore di un piano premium sta nelle cose in più che offre rispetto al livello base, e la risoluzione elevata era una di quelle. Togliere il 4K senza toccare il prezzo significa, di fatto, chiedere agli utenti italiani la stessa cifra per un servizio che vale meno. Chi ha investito in un televisore capace di sfruttare al massimo quelle immagini si trova ora davanti a un contenuto che non arriva più al livello promesso.
Il confronto con il passato rende la situazione ancora più evidente. Fino a poco tempo fa gli abbonati potevano contare sia sul Dolby Vision sia sulla risoluzione massima, un pacchetto completo che giustificava la spesa. Adesso quel pacchetto si è svuotato pezzo dopo pezzo, e chi guarda un film o una serie tv sul proprio schermo di casa non nota la differenza rispetto a chi ha scelto la formula più economica. La distanza tra i due piani, quella per cui si pagava di più, si è assottigliata fino quasi a sparire.
Resta il fatto che un servizio in abbonamento dovrebbe mantenere le promesse fatte al momento della sottoscrizione, soprattutto quando quelle promesse riguardano proprio ciò per cui si è deciso di spendere. In Italia, con questa mossa, Disney+ ha modificato le regole del gioco lasciando gli utenti all’oscuro. E lo ha fatto proprio sul terreno più delicato, quello della qualità che tanti clienti avevano messo al primo posto nella loro scelta.


