Il Gruppo OPS Italia, già noto come EEMS Italia e attivo nel settore delle telecomunicazioni e dei media, è finito al centro di un provvedimento giudiziario che ha portato a un sequestro preventivo disposto nell’ambito di un’indagine della Procura di Milano. A dare esecuzione al decreto, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari, è stato il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, su delega della stessa Procura. Il quadro che emerge riguarda un procedimento penale piuttosto articolato, con più società coinvolte e diverse persone finite sotto la lente degli inquirenti.
Stando a quanto reso noto dalla Procura di Milano, il provvedimento colpisce azioni e quote di quattro società del gruppo, tre delle quali quotate sul mercato Euronext Growth Milan, detenute complessivamente da tre persone. Il valore del sequestro supera i 100 mila euro ed è stato disposto come presunto profitto del reato di manipolazione del mercato. Nel frattempo la Procura ha comunicato che sono in corso le notifiche di dieci interrogatori preventivi, rivolti ad altrettanti indagati, nell’ambito delle richieste di misure cautelari avanzate dai Pubblici Ministeri. Tra i nomi per cui è stata chiesta una misura cautelare figura anche Ciro Di Meglio, Amministratore Delegato del Gruppo OPS.
Le ipotesi di reato al centro dell’indagine
Le contestazioni sono molteplici e coprono un ventaglio ampio di ipotesi. Oltre alla già citata manipolazione del mercato, gli inquirenti parlano di ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza, false comunicazioni sociali per le società quotate, formazione fittizia del capitale, malversazione di erogazioni pubbliche e responsabilità amministrativa delle società per reati che sarebbero stati commessi nel loro interesse o a loro vantaggio.
Secondo l’ipotesi accusatoria, l’Amministratore Delegato, insieme al Direttore Generale delle società quotate e con il concorso di altre 33 persone tra consiglieri, sindaci, amministratori e professionisti, avrebbe messo in atto una serie di condotte. Tra queste, la sottoscrizione fittizia di aumenti di capitale, il drenaggio di liquidità dalle società quotate, l’ottenimento di finanziamenti garantiti dallo Stato poi destinati, secondo l’accusa, a scopi diversi da quelli previsti dai contratti, e l’utilizzo distorto di prestiti obbligazionari convertibili non standard, i cosiddetti POC, per un valore complessivo superiore a 30 milioni di euro. Va ricordato che si tratta dell’ipotesi formulata dall’accusa, che dovrà essere valutata nel prosieguo del procedimento, nel rispetto del principio della presunzione di innocenza.
La risposta del gruppo e l’informativa al mercato
Il 29 Luglio 2026, le società OPS eCom S.p.A., OPS Retail S.p.A. e OPS Italia S.p.A. hanno diffuso un’informativa al mercato confermando l’esecuzione del decreto di sequestro preventivo. Nella stessa giornata il personale della Guardia di Finanza ha effettuato accessi presso le sedi delle società e presso il domicilio di alcuni amministratori, acquisendo documentazione e dati informatici ritenuti utili alle attività investigative.
Nel comunicato le società precisano di aver prestato la più ampia collaborazione all’Autorità Giudiziaria, mettendo tempestivamente a disposizione la documentazione richiesta e agevolando lo svolgimento delle indagini. Gli amministratori interessati hanno nominato i propri difensori e intendono far valere, nelle sedi competenti, la propria estraneità rispetto ai fatti contestati, nel pieno esercizio del diritto di difesa e sempre nel rispetto della presunzione di innocenza.
Le società fanno sapere inoltre che le attività operative proseguono regolarmente e che continueranno a monitorare l’evoluzione del procedimento penale, impegnandosi a informare il mercato su eventuali sviluppi rilevanti. C’è poi un dettaglio recente da segnalare: il 23 Luglio 2026 OPS Italia aveva comunicato al mercato la nomina di Maurizio Maria Massimo Caliendo come Consigliere di Amministrazione indipendente e Presidente del CoCoGe, a seguito delle dimissioni di Marco Gnecchi.


