Chi in Giappone volesse mettere le mani su un pacchetto di carte Pokémon dovrà prima passare davanti a una telecamera. Gli store ufficiali della Pokémon Company hanno infatti deciso di introdurre il riconoscimento facciale obbligatorio per chiunque voglia acquistare, una misura che ha davvero pochi precedenti nel mondo del retail legato al gioco. Non si tratta di un vezzo tecnologico, ma di una risposta secca a un problema che ormai era diventato ingestibile.
Il bersaglio è chiaro: il bagarinaggio. Da tempo esiste una categoria di persone che entra nei negozi, svuota gli scaffali comprando quantità enormi di pacchetti e poi rivende i pezzi più rari a cifre che con il prezzo di listino non hanno più nulla a che vedere. Alcune carte, quelle particolarmente ricercate, finiscono per raggiungere valori fuori mercato. La stessa azienda ha annunciato l’introduzione del controllo per tutti, senza eccezioni, e qui arriva il dettaglio che ha fatto discutere: la regola vale anche per i bambini, a partire dai 6 anni di età.
Come funziona il controllo e cosa cambia per i clienti
Gli obiettivi messi nero su bianco dalla Pokémon Company sono due, garantire un ambiente di acquisto sicuro per tutti i clienti e prevenire i reati. Grazie a questa tecnologia sarà possibile limitare gli accessi a una sola visita al giorno per ogni persona, e la cosa vale per l’intera catena di negozi. Tradotto in pratica significa che i dati raccolti verranno condivisi tra i vari punti vendita. Non basterà quindi uscire da un negozio ed entrare in quello accanto per aggirare il limite.
Il sistema è pensato proprio per questo. Se qualcuno provasse a fare il furbo passando da uno store all’altro, il personale addetto alla sicurezza potrebbe intervenire e bloccarlo. Il tutto avverrà con i modi garbati tipici del Giappone, senza scene o toni bruschi. L’azienda lo ha spiegato in modo abbastanza esplicito, precisando che per far rispettare le regole di ingresso, qualora venissero osservati più tentativi di entrare nel negozio, il personale potrebbe rivolgersi direttamente alla persona interessata per parlarne.
C’è quindi un cambio di passo evidente nel modo in cui viene gestito il flusso dei clienti negli store ufficiali. La condivisione delle informazioni tra i diversi punti vendita rappresenta il cuore del meccanismo, perché è ciò che rende davvero efficace il limite di una visita giornaliera. Senza quel collegamento tra i negozi, chiunque potrebbe semplicemente moltiplicare gli acquisti spostandosi da un punto all’altro della catena.
La scelta di estendere il riconoscimento facciale anche ai più piccoli, dai 6 anni in su, resta l’aspetto più delicato dell’intera vicenda. Si tratta di una decisione netta, che la Pokémon Company ha ritenuto necessaria per riportare ordine in un mercato dove la caccia alle carte rare aveva ormai preso una piega difficile da controllare.


