Il Morfius X-rotor è la nuova risposta americana a un problema che negli ultimi anni ha tolto il sonno a mezzo mondo militare, cioè gli sciami di droni. Questi attacchi coordinati sono diventati una delle minacce più difficili da gestire sul campo di battaglia, e la prova sta nella quantità enorme di progetti che ogni giorno prendono forma nei paesi più avanzati dal punto di vista bellico. Gli Stati Uniti, in questo scenario, giocano da protagonisti.
La logica dietro gli sciami è tanto semplice quanto fastidiosa. Chi ha meno risorse da spendere in armamenti trova in questa tecnica un modo economico ed efficace per mettere in crisi difese ben più costose. Bastano decine di piccoli velivoli a basso costo lanciati tutti insieme per saturare i sistemi tradizionali, quelli pensati per intercettare bersagli singoli e ben definiti. Fino a poco tempo fa, davanti a un attacco del genere, gli eserciti non avevano molte alternative se non tirare fuori missili dal prezzo altissimo. E qui salta all’occhio il vero nodo della questione, ovvero lo squilibrio economico. Abbattere un drone da poche centinaia di euro con un missile da centinaia di migliaia non ha alcun senso sul lungo periodo. Proprio questa sproporzione ha spinto verso soluzioni completamente diverse dalle armi convenzionali.
Come funziona l’arma a microonde di Lockheed Martin
Dietro lo sviluppo del Morfius X-rotor c’è Lockheed Martin, uno dei nomi più pesanti del settore. Il velivolo prova a fare qualcosa che finora nessuno aveva davvero portato avanti in questo modo. Invece di sparare proiettili o lanciare missili, il sistema contrasta gli attacchi di massa usando microonde ad alta potenza. Un cambio di filosofia bello netto rispetto a tutto ciò che si era visto prima.
Il concetto di base è interessante. Non si punta a distruggere fisicamente i bersagli, a farli esplodere in aria come nell’immaginario classico. L’obiettivo è renderli inutilizzabili in pochi istanti, mandando in tilt la loro elettronica con un impulso mirato. In pratica il drone nemico continua a esistere come oggetto, ma smette di funzionare, perde la rotta, cade. Un approccio che permette di neutralizzare più bersagli senza consumare munizioni costose per ogni singolo velivolo abbattuto.
È proprio questo il punto che rende il Morfius X-rotor così adatto contro gli attacchi di gruppo. Le microonde ad alta potenza possono colpire un’area, non un solo punto, e questo cambia parecchio le carte in tavola quando ci si trova davanti a decine di droni che arrivano tutti insieme. La capacità di intervenire su più minacce contemporaneamente è esattamente ciò che mancava ai sistemi tradizionali, costretti a inseguire un bersaglio alla volta con costi impossibili da sostenere.
Il progetto di Lockheed Martin si inserisce quindi in una tendenza precisa, quella che vede gli eserciti più avanzati abbandonare pian piano la logica del missile costoso a favore di tecnologie capaci di ribaltare il conto economico della difesa. Con un’arma che sfrutta l’energia diretta al posto degli esplosivi, il costo per ogni intervento crolla, e il vantaggio degli sciami low cost inizia finalmente a vacillare.


