Chi ha amato Star Wars ricorda bene quella scena, il pianeta Alderaan che salta in aria in un attimo, colpito dal superlaser della Morte Nera. Uno spettacolo che ha fatto epoca, eppure basta togliersi gli occhi da schermo e chiedersi una cosa semplice: un pianeta potrebbe davvero esplodere in quel modo? La risposta della fisica reale è meno affascinante ma molto più interessante, perché quella distruzione istantanea, così come la vediamo nel film, sarebbe praticamente impossibile da ottenere.
Perché distruggere un pianeta non è così semplice
Il punto è che un corpo grande come un pianeta tiene insieme le sue parti grazie alla gravità. Non è un oggetto fragile che si sbriciola al primo colpo, tutt’altro. Per farlo a pezzi in pochi istanti servirebbe una quantità di energia enorme, difficile persino da immaginare. La Morte Nera nel film sembra riuscirci senza troppa fatica, ma nella realtà quel superlaser dovrebbe scaricare in un colpo solo un’energia talmente elevata da mettere in crisi qualsiasi calcolo.
La gravità, insomma, fa da collante. Ed è un collante potente. Ogni frammento di roccia, ogni strato di materiale sotto la superficie viene tenuto al suo posto da questa forza che agisce ovunque, in ogni direzione. Per vincerla del tutto e spargere i pezzi nello spazio come mostra la scena di Alderaan, l’energia richiesta sarebbe paragonabile a quella prodotta da fenomeni cosmici ben più violenti di qualsiasi arma immaginata dalla fantascienza.
Cosa succederebbe davvero nella realtà
Anche ammettendo di avere a disposizione un’arma capace di sprigionare tutta quella potenza, il risultato non sarebbe comunque quella bella esplosione pulita e coreografica che siamo abituati a vedere sullo schermo. Nella pratica un pianeta colpito da un’energia così spropositata reagirebbe in modo molto più caotico e disordinato, con frammenti scagliati a velocità diverse e in direzioni imprevedibili.
C’è poi un altro dettaglio che la fantascienza tende a ignorare per motivi di spettacolo. Una parte del materiale, invece di disperdersi definitivamente, tenderebbe a ricadere e a riaggregarsi proprio a causa di quella stessa gravità che aveva tenuto insieme il pianeta. Il processo sarebbe lungo, tutt’altro che immediato, e ben lontano dall’effetto scenico di Star Wars.
In fondo è questo il bello quando la scienza incontra il cinema. Le scene più memorabili, quelle che restano impresse per anni, spesso funzionano proprio perché si prendono qualche libertà con le leggi della fisica. E la distruzione di Alderaan resta un esempio perfetto di come lo spettacolo, a volte, valga più di ogni calcolo preciso.


