Nel 2008 Arnold Schwarzenegger prese una decisione che sorprese più di qualcuno, perché a farne le spese fu proprio Clint Eastwood, uno dei suoi punti di riferimento professionali di sempre. La cosa curiosa è che parliamo di due leggende di Hollywood che, sul terreno del cinema, si sono sempre rispettate a vicenda. Sul fronte politico, invece, la storia andò diversamente.
Per anni Eastwood è stato una vera fonte di ispirazione per l’attore austriaco. Schwarzenegger ha ammesso più volte che Gli spietati è tra i suoi film preferiti in assoluto, tanto da rendergli omaggio anche sul grande schermo. Il ritorno alla recitazione, la sua prima pellicola dopo l’esperienza in politica, viene descritto da lui stesso come un tributo a Nella linea di fuoco. I due non hanno mai lavorato insieme né firmato collaborazioni, eppure la stima reciproca c’è sempre stata. Peccato che tutto questo, nel momento delle scelte istituzionali, non abbia contato granché.
La commissione, l’autostrada e una battuta che spiega tutto
Quando Schwarzenegger diventò governatore della California decise di non rinnovare l’incarico di vicepresidente che Eastwood ricopriva dal 2001 all’interno della Commissione statale per i Parchi e la Ricreazione. Nella stessa occasione mise da parte anche il proprio cognato, Bobby Schriver, che di quella commissione era presidente. Insomma, non guardò in faccia nessuno, nemmeno la famiglia.
La versione ufficiale parlava di un semplice ricambio, con la volontà di dare spazio a nuovi membri. Ma secondo Eastwood e Schriver dietro l’allontanamento c’era ben altro. I due si erano opposti con decisione alla costruzione di una autostrada a pedaggio a sei corsie che avrebbe attraversato la spiaggia statale di San Onofre. Il governatore sosteneva che il progetto avrebbe alleggerito il traffico e ridotto il riscaldamento globale, mentre Eastwood e Schriver puntavano a proteggere quell’area naturale. Una divergenza netta, che ha lasciato il segno.
Eastwood, fedele al suo carattere pacato, non fece un dramma della vicenda. Anzi, ci scherzò sopra. Raccontò al Los Angeles Times di aver parlato con lui il giorno in cui non furono riconfermati, prendendola con ironia. Alla battuta sul cognato allontanato, Schwarzenegger gli avrebbe risposto ricordandogli che era lui, da tempo, amico e mentore di Schriver.
Quando l’ufficio del governatore lo informò della fine dell’incarico e Schwarzenegger lo chiamò, Eastwood si limitò a dire che non voleva continuare a rimuginare su una faccenda ormai chiusa. Nessun rancore verso il collega, come sottolineò lui stesso. Anzi, spiegò di comprendere bene che certi incarichi, per giunta volontari, girino e passino di mano.
Con parole raccolte da The Guardian, l’attore chiarì di essere un adulto e non un bambino, aggiungendo che avrebbe continuato a fare quello che aveva sempre fatto, ossia il suo mestiere nel mondo del cinema. Il lavoro nei parchi, ricordò, è volontario e si porta avanti quando c’è bisogno. Si divertì, questo sì, ma non aveva certo necessità di un posto fisso.
A prenderla peggio furono gli ambientalisti, che in Eastwood e Schriver avevano trovato due alleati preziosi nella battaglia contro l’autostrada.


