Chi soffre di asma e cucina con il gas potrebbe avere un motivo in più per ripensare la propria cucina. Uno studio pubblicato all’inizio di luglio dal MetroHealth System, ospedale e centro medico accademico dell’Ohio nordorientale, realizzato insieme a sei organizzazioni della comunità, ha rilevato che i partecipanti con problemi respiratori hanno notato miglioramenti dopo aver sostituito i loro fornelli a gas con modelli elettrici. Secondo il dottor Ashwini Sehgal, professore di medicina alla Case Western Reserve University e uno dei ricercatori coinvolti, si tratta della prima ricerca che prova a capire se questo passaggio possa davvero ridurre i sintomi dell’asma.
Lo studio ha coinvolto 85 persone, adulti e bambini, con asma definita “scarsamente controllata”, cioè valutata in base a sintomi, uso di farmaci d’emergenza e limitazioni nelle attività quotidiane. Ognuno ha annotato queste informazioni da una a quattro settimane prima della sostituzione gratuita dei fornelli con modelli a induzione e poi per due o tre mesi dopo il cambio. La scelta è caduta sui piani a induzione perché si scaldano e si raffreddano in fretta, sono più sicuri e più semplici da pulire rispetto a quelli a resistenza. A differenza dei classici elettrici, questi usano un campo elettromagnetico per riscaldare direttamente le pentole.
I risultati parlano abbastanza chiaro
Con appositi rilevatori di qualità dell’aria è stato misurato il biossido di azoto, un inquinante gassoso emesso proprio dai fornelli a gas e dannoso per i polmoni. Dopo il passaggio all’elettrico, i livelli interni di biossido di azoto sono scesi del 70 per cento. I sintomi dell’asma dei partecipanti sono passati da moderati a lievi, con miglioramenti paragonabili o addirittura superiori a quelli dei farmaci più comuni. I giorni persi tra lavoro e scuola sono calati di circa l’80 per cento, mentre visite al pronto soccorso e ricoveri sono diminuiti del 70 per cento. C’è anche un dato curioso sulla soddisfazione, il 98 per cento si è detto contento dei nuovi fornelli a induzione, contro il 41 per cento che diceva lo stesso dei vecchi modelli a gas.
I limiti della ricerca e i costi da mettere in conto
Sehgal stesso ammette che lo studio ha seguito poche persone per un periodo breve, senza un gruppo di confronto rimasto col gas. I dati arrivano da questionari compilati dai partecipanti e non da cartelle cliniche. I risultati potrebbero non valere per chi ha asma lieve o per aree con livelli diversi di biossido di azoto. Non sono state raccolte informazioni su altre fonti domestiche come camini o stufe a cherosene, né sulle allergie o sui farmaci in uso. Serve quindi altra ricerca per confermare tutto. Il team non ha potuto ampliare il campione perché il progetto è stato chiuso dall’amministrazione Trump a maggio del 2025, dopo essere stato selezionato a dicembre del 2024 per tre anni di finanziamenti dall’agenzia ambientale statunitense.
Un punto pratico non da poco è il costo. Cambiare fornelli non guarisce l’asma e non sostituisce le cure mediche. La maggior parte dei partecipanti viveva in case costruite prima del 1960 e per aggiornare gli impianti elettrici sono stati spesi in media circa 6.500 euro a famiglia. In abitazioni più recenti, fornello elettrico e installazione costano intorno ai 1.400 euro.
Cosa dicono le altre ricerche e come ridurre l’inquinamento
I fornelli a gas restano una fonte di inquinamento indoor, perché rilasciano biossido di azoto, monossido di carbonio e composti come benzene e formaldeide, entrambi cancerogeni. Uno studio di maggio 2024 ha stimato 50.000 casi di asma infantile legati al biossido di azoto dei fornelli a gas, cifra che potrebbe salire a circa 200.000 considerando anche gli altri inquinanti. Questo gas è stato collegato pure a tumore al polmone, diabete, broncopneumopatia cronica ostruttiva e parti prematuri.
Va detto che anche la cottura elettrica non è a impatto zero, perché sia gas che elettrico rilasciano particolato fine e ultrafine. Anzi, friggendo su piani elettrici si sono registrati livelli di particolato più alti che sul gas. Molto dipende dalla casa, dalla durata dell’esposizione e dalle condizioni di salute di ciascuno.
Per chi non può cambiare fornelli, ci sono comunque accorgimenti utili. Quando l’aria esterna è pulita conviene aumentare la ventilazione aprendo le finestre e usando la cappa aspirante. In alternativa, un purificatore d’aria in cucina filtra le particelle della cottura e, con un filtro ai carboni attivi, anche alcuni gas. L’importante è cambiare il filtro con regolarità, altrimenti rischia di rimettere in circolo gli inquinanti trattenuti.


