Le vendite di auto elettriche in Europa stanno vivendo un momento davvero notevole, con numeri che raccontano una crescita rapida e per certi versi inaspettata. A giugno le immatriculazioni sono balzate del 40% rispetto allo stesso mese di cinque anni prima, e oggi più di un quarto delle auto nuove vendute nel continente è a batteria. Un dato che fa riflettere, soprattutto quando si guarda alle ragioni che stanno spingendo così tanti automobilisti verso i modelli a zero emissioni.
Perché conviene qui non è tanto una questione ambientale, per quanto conti. Il vero motore di questa corsa è economico. Con un barile di petrolio diventato imprevedibile a causa della guerra in Medio Oriente e dagli esiti tutt’altro che chiari, i prezzi dei carburanti sono schizzati verso l’alto in modo tanto elevato quanto difficile da anticipare. E questo, di fatto, ha dato una spinta enorme ai modelli elettrici, che hanno appena stabilito un nuovo record di vendite in Europa.
Numeri record in tutto il Vecchio Continente
I dati parlano chiaro. A giugno sono state vendute 275.060 auto elettriche nuove in tutta Europa. La crescita, come detto, si attesta al 40% rispetto allo stesso periodo di cinque anni fa. Ma c’è di più, perché nel primo semestre è stato superato ogni precedente primato, con oltre 1.240.000 modelli elettrici immatricolati. Mai i veicoli a batteria avevano venduto così tanto nella prima metà dell’anno.
A guidare questa transizione c’è la Germania, patria mondiale dell’automobile, che si piazza in testa con 84.057 veicoli elettrici venduti nel solo mese di giugno. Un numero che rappresenta il 28% delle vendite di auto nuove nel paese. E se guardiamo al primo semestre, il totale sale a 367.388 immatricolazioni elettriche.
Subito dietro arriva la Francia, con una crescita che nel primo semestre tocca il 50% rispetto allo stesso periodo del 2025. A giugno le 55.831 immatricolazioni elettriche hanno rappresentato il 30% del mercato, con un aumento delle vendite del 60% rispetto al primo semestre del 2025. Gli incentivi all’acquisto, di ogni tipo, hanno dato una mano non da poco.
Tra locomotive e paesi in ritardo
Il caso più clamoroso resta quello della Norvegia, che un tempo era la regina indiscussa del settore e ora ha praticamente cancellato i modelli termici dalle sue immatricolazioni. A giugno quasi il 96% delle auto nuove vendute nel paese scandinavo era elettrico. Ottime prestazioni anche per Belgio, Danimarca, Portogallo, Finlandia, Spagna, Slovenia e Repubblica Ceca, tutti mercati che hanno mostrato numeri interessanti sul fronte elettrico.
Non tutto però procede alla stessa velocità. Alcuni mercati arrancano, come i Paesi Bassi e la Svezia, dove le immatricolazioni sono addirittura calate. In Italia le cose sono migliorate, ma il quadro resta fragile. Le vendite di elettriche sono raddoppiate, eppure restano sotto il 7% di quota di mercato. Gli italiani, del resto, sono ancora molto legati al diesel, e la mancanza evidente di infrastrutture di ricarica non aiuta certo a compiere il passaggio verso l’elettrico.


