La decisione di PlayStation di abbandonare i dischi fisici entro il 2028 potrebbe far crollare un settore che oggi vale una cifra tutt’altro che trascurabile. Secondo diversi analisti, il mercato dei videogiochi di seconda mano rischia di ridursi drasticamente proprio a causa di questa scelta. I numeri parlano chiaro. Il comparto della rivendita di giochi usati valeva circa 6,6 miliardi di euro nel 2025, e le stime di marzo lo davano in forte crescita, fino a superare i 12,7 miliardi di euro entro il 2034. Peccato che quelle previsioni ora potrebbero non valere più nulla.
Il motivo è semplice. Se Sony smette di produrre supporti fisici, viene a mancare il carburante che alimenta l’intero mercato. Meno dischi in circolazione significano meno occasioni di acquisto, sia per i titoli nuovi che per quelli usati. E qui entra in gioco un dettaglio spesso sottovalutato. Almeno un terzo dei giochi venduti nei negozi è di seconda mano, e proprio queste vendite spingono anche gli acquisti dei titoli nuovi. Un meccanismo che si autoalimenta e che, senza dischi, rischia di spegnersi.
Gli analisti non hanno dubbi: il retail fisico è spacciato
Michael Pachter, direttore della pianificazione strategica di Wedbush Securities, non usa giri di parole. Il retail fisico dei videogiochi, secondo lui, è destinato a scomparire. La sua analisi è netta e non lascia molto spazio all’ottimismo per chi ancora frequenta i negozi con gli scaffali pieni di custodie.
Sulla stessa lunghezza d’onda si trova Kazunori Ito, direttore della ricerca azionaria di Morningstar. La sua previsione è che il mercato dell’usato continuerà a restringersi fino a sparire del tutto una volta completata la transizione al digitale. Del resto, il mondo dei giochi per PC ha già preso questa strada da tempo, spinto da piattaforme come Steam, Epic e GOG. E anche Xbox, pur non avendo ancora ufficialmente rinunciato ai dischi, sembra andare in quella direzione. Sta già facendo prove, testando una funzione che digitalizza intere collezioni di dischi fisici.
Senza nuovi giochi PlayStation e Xbox a rifornire il mercato, l’usato è destinato a diventare stantio. Restano sempre le stesse copie che passano di mano in mano, fino a consumarsi. E chi sogna di mettere le mani su edizioni rare come i dischi di Silent Hill 2, che superano i 250 euro, dovrà rassegnarsi a non trovarli più a prezzi accessibili.
La differenza tra scegliere il digitale e subirlo
C’è però un punto che Ito solleva e che merita attenzione. Esiste una differenza importante tra i giocatori che accettano il passaggio al digitale perché ne vedono un reale valore, e chi invece se lo ritrova imposto perché l’alternativa gli viene semplicemente tolta. Una sfumatura che cambia tutto in termini di percezione da parte del pubblico.
Il problema è che questa distinzione, almeno per ora, non sembra pesare granché nelle scelte di Sony. La direzione presa da PlayStation appare tracciata, e le conseguenze si faranno sentire su tutta la filiera. Il tramonto dei dischi fisici tocca chiunque, che si tenga o meno alle copie fisiche dei propri giochi preferiti.


