I pulsanti fisici potrebbero fare il loro ritorno sulla nuova Toyota RAV4, e la cosa curiosa è che a spingere in questa direzione sono proprio i clienti. Dopo anni passati a inseguire schermi giganteschi e comandi digitali per ogni funzione, qualcosa nel vento sta cambiando. Toyota lo ha capito e ora sta raccogliendo i primi riscontri sul suo SUV, senza escludere di rimettere mano all’abitacolo se le richieste andranno in quella direzione.
L’ultima generazione della RAV4 è nata seguendo la moda del momento, quella che punta a ridurre al minimo interruttori e pulsanti. Alcune funzioni, tipo la regolazione della velocità della ventola del climatizzatore, sono finite dentro il display centrale. La temperatura e il volume, per fortuna, hanno mantenuto i loro comandi dedicati. Ma il resto è quasi tutto affidato al touch. A confermare che la porta resta aperta è stato Yoshinori Futonagane, responsabile dello sviluppo del modello. Secondo lui la possibilità di riportare qualche comando tradizionale dipende tutta dalle preferenze degli automobilisti nei primi mesi di vendita. Insomma, saranno i clienti a decidere.
Il segnale che arriva dalla Cina
La faccenda non riguarda solo i mercati occidentali, come si potrebbe pensare. Anche in Cina, dove Toyota aveva inizialmente puntato tutto su un’interfaccia quasi completamente digitale, parecchi clienti hanno storto il naso. Molti hanno preferito manopole e pulsanti veri per gestire le funzioni principali dell’auto, quelle che si usano di continuo mentre si guida.
Il costruttore ha preso nota e ha già cominciato a reintrodurre alcuni comandi fisici su altri modelli destinati proprio a quel mercato. Un dietrofront che racconta molto di come si stanno muovendo le cose nel settore.
E Toyota non è affatto sola in questa scelta. Volkswagen, dopo essersi presa una montagna di critiche per i famigerati comandi capacitivi, ha annunciato il ritorno ai pulsanti veri. Kia e Audi, dal canto loro, hanno confermato che continueranno a usarli senza troppi ripensamenti. La logica dietro tutto questo è semplice: mentre si guida, cercare a tentoni un’icona su uno schermo è scomodo e pure pericoloso, mentre un tasto lo si trova quasi senza guardare. Poi c’è chi va controcorrente. Mazda ha imboccato la strada opposta con la nuova CX-5, affidando gran parte delle funzioni ai comandi vocali e ai pulsanti sul volante. Una scommessa diversa, che punta più sulla voce che sulle dita.
Per la RAV4, comunque, il discorso resta apertissimo. Toyota ha deciso di ascoltare chi guida davvero le sue auto, e questa volta pare intenzionata a prendere sul serio quello che le persone chiedono. Se abbastanza automobilisti diranno di volere più tasti sotto le dita, i pulsanti fisici potrebbero rifare capolino nell’abitacolo del SUV giapponese.


