Capita di rado che un clone di Google Pixel 8 Pro riesca a far parlare per motivi che vanno oltre la semplice somiglianza estetica. Di norma questi dispositivi seguono una logica banale, cioè assomigliare il più possibile al modello originale sperando che nessuno vada a controllare troppo da vicino. Questo esemplare, invece, rompe lo schema, perché sotto la scocca nasconde caratteristiche che nemmeno il vero Pixel 8 Pro può vantare.
Il telefono arriva dalla Corea del Nord ed è stato mostrato in un video pratico da uno youtuber che lo ha soprannominato People’s Pixel. Un particolare curioso riguarda proprio la sua identità, visto che sul retro era originariamente presente un logo riconducibile alla Corea del Nord, coperto poi nel filmato. Sul fronte del design c’è poco da eccepire. La barra della fotocamera che attraversa tutta la larghezza del retro, il pannello posteriore con finitura satinata, ogni singolo dettaglio richiama fedelmente lo stile del modello originale. Chi non conoscesse la provenienza del dispositivo, vedendolo appoggiato su un tavolo, difficilmente sospetterebbe di avere davanti una copia.
Le vere sorprese si trovano dentro
Aprendo il capitolo hardware la faccenda si fa interessante. Al posto del chip Tensor G3 sviluppato da Google, questo clone monta un processore MediaTek Dimensity 7050, decisamente meno potente e lontano dalle capacità del Tensor, soprattutto per le funzioni di intelligenza artificiale eseguite direttamente sul telefono. Eppure chi lo ha provato ha notato una cosa buffa. Durante le sessioni di gioco prolungate e negli utilizzi più pesanti, il clone è rimasto molto più fresco rispetto al Pixel 8 Pro autentico, che sotto sforzo tende notoriamente a scaldarsi parecchio. Poi c’è il capitolo memoria. Mentre molti smartphone di fascia alta si fermano ancora a 12GB di RAM, questo esemplare arriva a 16GB, abbinati a 256GB di spazio di archiviazione. Una dotazione del genere su un dispositivo contraffatto non è affatto scontata.
E le sorprese non finiscono. Il display supporta un refresh rate di 120Hz, mentre il comparto fotografico mette insieme un sensore principale da 50 megapixel, un ultra grandangolare sempre da 50 megapixel, un teleobiettivo periscopico da 50 megapixel con zoom ottico 3x e una fotocamera anteriore da 32 megapixel per i selfie. Ma il dato che ha colpito di più riguarda proprio il teleobiettivo, che stando alla prova riuscirebbe a scattare foto in stile macro a una distanza molto più ravvicinata rispetto all’obiettivo zoom del vero Pixel 8 Pro, regalando al clone un vantaggio del tutto inaspettato in questo scenario d’uso.
Un software più libero di quanto ci si aspetti
Se l’hardware riserva già parecchie sorprese, il software non scherza. Secondo la prova, il bootloader risulterebbe sbloccato di fabbrica, cosa che permette di installare il software Pixel originale e usare i servizi Google senza le limitazioni tipiche dei dispositivi contraffatti.
Va detto con chiarezza che niente di tutto questo mette davvero in discussione la supremazia del Pixel 8 Pro originale. Il telefono di Google continua a offrire un processore più veloce, funzioni di intelligenza artificiale nettamente superiori, una fotografia computazionale più avanzata e la garanzia di anni di aggiornamenti software affidabili. Detto questo, è difficile non trovare divertente un clone che non si limita a copiare l’originale, ma che in certi frangenti riesce perfino a metterlo in imbarazzo.


