L’addio di OnePlus all’Europa e al Nord America è ormai un fatto assodato, e chi seguiva le ultime mosse dell’azienda non è rimasto sorpreso più di tanto. Restava però un dubbio grosso: cosa succede a chi ha già uno smartphone OnePlus in tasca? La risposta ufficiale adesso c’è, e conviene leggerla con calma prima di lasciarsi prendere dal panico.
Il punto che interessa a tutti è semplice. I dispositivi già in circolazione continueranno a ricevere aggiornamenti software e patch di sicurezza per l’intero periodo di supporto promesso all’inizio per ogni modello. Non stiamo parlando di una rassicurazione buttata lì tanto per fare. OnePlus mette nero su bianco che il supporto è garantito da OPPO, la casa madre, e che i canali di assistenza resteranno attivi secondo i normali termini di garanzia. Le garanzie legali previste dalla normativa nazionale restano intatte e l’annuncio non le tocca minimamente. Chi ha bisogno di una riparazione può ancora rivolgersi ai centri assistenza, sempre che il dispositivo rientri nelle condizioni previste. Il riferimento resta il sito ufficiale. E lo store europeo, almeno per ora, non ha chiuso i battenti.
Il futuro del software tra ColorOS e OxygenOS
La parte più interessante di tutta la faccenda riguarda proprio cosa girerà dentro questi telefoni. OnePlus ha confermato che, dopo l’arrivo ufficiale di ColorOS 17, chi ha un dispositivo compatibile potrà aggiornare la propria interfaccia all’ultima versione. La parola da tenere a mente è una: volontariamente. Niente aggiornamenti imposti dall’alto. Chi vuole restare su OxygenOS può farlo, almeno finché il suo modello rientra nel perimetro del supporto.
E qui arriva una nota che farà tirare un sospiro di sollievo ai più diffidenti. Chi passa a ColorOS avrà la possibilità di fare rollback e tornare a OxygenOS. Le versioni disponibili per il ripristino verranno comunicate con annunci successivi, quindi non è ancora tutto scritto, però la strada per tornare indietro è confermata. I modelli più datati, quelli esclusi dall’aggiornamento a ColorOS 17, continueranno comunque a ricevere manutenzione sulla versione attuale.
Tutto questo si incastra in un disegno più ampio già raccontato. OxygenOS e Realme UI stanno convergendo verso ColorOS, e la strategia di OPPO punta chiaramente a unificare lo sviluppo software per tagliare i costi e velocizzare i rilasci. Dal punto di vista aziendale ci sta, ha una sua logica. Ma per chi aveva scelto OnePlus proprio perché innamorato di OxygenOS, la pillola resta parecchio amara.
Cosa aspettarsi da qui in avanti
Messa così, la situazione per chi possiede già un dispositivo OnePlus in Europa è meno drammatica di come sembrava nelle prime ore dopo l’annuncio. Garanzie, aggiornamenti e assistenza restano in piedi. Il vero nodo è un altro: non arriveranno nuovi prodotti, e quando il ciclo di supporto del proprio telefono finirà, non ci sarà un erede OnePlus su cui spostarsi, quantomeno da queste parti.