Scegliere il nome utente WhatsApp può sembrare una di quelle operazioni banali che si liquidano in dieci secondi, eppure dietro questa piccola decisione si nasconde una questione tutt’altro che leggera per la privacy e per la sicurezza personale. A dirlo sono gli esperti di Consumentenbond, l’associazione olandese dei consumatori, che ha dedicato un intero approfondimento proprio a questo tema, spiegando come un passo falso possa aprire la porta a rischi che magari non si vedono subito.
La novità è arrivata da poco e sta diventando disponibile per un numero crescente di utenti. In pratica adesso è possibile scegliere un nome al posto del numero di cellulare, così da non doverlo più condividere ogni volta. Sulla carta è un bel guadagno in termini di riservatezza, perché il proprio numero di telefono resta protetto. Il problema arriva quando si decide di riciclare lo stesso nome già usato altrove, in particolare su Instagram o Facebook.
Le tre strade possibili e quella che conviene davvero
La funzione mette sul tavolo tre opzioni. La prima consiste nel riutilizzare il nome utente già esistente su Instagram e Facebook, una scorciatoia che Meta rende facile facile per invogliare gli utenti. La seconda permette di crearne uno completamente nuovo e distinto, slegato da tutto il resto. La terza, infine, lascia tutto com’era, cioè si continua a usare il numero di telefono senza toccare nulla.
Ecco il punto delicato. La prima strada, quella comoda, è anche la più dannosa. Come hanno chiarito da Consumentenbond, dietro quella comodità si nascondono clausole scritte in piccolo che cambiano parecchio le cose. Usando lo stesso nome, infatti, si concede a Meta il diritto di collegare tra loro una quantità ancora maggiore di dati personali. Attenzione però, non si parla del contenuto dei messaggi, che resta al sicuro, ma di tanti altri dati, come per esempio la posizione dell’utente.
La scelta più intelligente, secondo l’associazione e gli esperti di sicurezza, è un’altra. Creare un nome utente direttamente dentro WhatsApp, senza agganciarlo agli altri account. In questo modo non si collega nulla e si tiene tutto separato. Un dettaglio che non riguarda soltanto la protezione dei dati, perché negli ultimi anni sono spuntati parecchi casi di frode proprio tramite l’app di messaggistica.
Anche gli esperti di Malwarebytes vanno nella stessa direzione. Nascondere il numero di telefono, dicono, è un miglioramento concreto per la privacy. Il rovescio della medaglia arriva se si riutilizza lo stesso nome utente su tutte le app di Meta, perché a quel punto diventa più semplice, sia per l’azienda sia per estranei, ricostruire i collegamenti tra i vari account e mettere insieme i pezzi di un’identità digitale che magari si preferirebbe tenere frammentata.
Il consiglio, insomma, è di resistere alla tentazione della via più rapida. Qualche secondo in più speso per inventare un nome nuovo e originale ripaga in termini di sicurezza, tenendo i profili social ben distanti dalle conversazioni private che passano ogni giorno da WhatsApp.