Il mantello dell’invisibilità non è più soltanto materia da romanzi fantasy o da partite a Dungeons & Dragons vissute con gli amici nei pomeriggi da adolescenti. Non stiamo parlando di sparire agli occhi umani, sia chiaro, ma di qualcosa di molto più concreto e legato a un ambito preciso, quello del calore. Un gruppo di ricercatori ha trovato il modo di nascondere gli oggetti alle telecamere termiche, e la cosa merita qualche riga di spiegazione.
Il punto di partenza è semplice. Qualunque cosa sia più calda o più fredda di ciò che la circonda lascia una traccia. Una firma termica, se vogliamo chiamarla così, che le telecamere a infrarossi individuano senza fatica. Sono strumenti diffusissimi ormai. Li si trova nella difesa militare, nella manutenzione degli impianti industriali, nella diagnostica elettronica. Ovunque ci sia bisogno di stanare una fonte di calore, insomma, questi dispositivi fanno il loro lavoro. E allora la domanda sorge spontanea, se ci fosse un modo per aggirare tutto questo?
Lo studio che arriva dall’Illinois e dalla Danimarca
A provarci ci hanno pensato i ricercatori dell’Università dell’Illinois Urbana-Champaign, che hanno lavorato insieme alla Technical University of Denmark. Il loro studio non promette di far sparire le persone dalla vista, ma di renderle invisibili proprio a quegli occhi elettronici che leggono il calore. Un traguardo che fino a poco tempo fa sembrava roba da film di fantascienza e che oggi comincia a prendere una forma reale.
L’idea di fondo ruota attorno a materiali capaci di manipolare il modo in cui il calore viene emesso e percepito. In pratica si tratta di costruire una sorta di schermo che confonde la telecamera termica, impedendole di distinguere l’oggetto nascosto dallo sfondo. Il risultato è che ciò che dovrebbe apparire come un punto caldo o freddo finisce per mescolarsi con l’ambiente, diventando di fatto irriconoscibile agli strumenti a infrarossi.
Le applicazioni possibili di una tecnologia del genere sono facili da immaginare. Il settore della difesa è quello che salta subito alla mente, con la possibilità di sottrarre mezzi o strutture ai sistemi di rilevamento termico. Ma il discorso può allargarsi anche ad altri campi, dalla protezione di apparecchiature sensibili fino a usi che oggi è ancora presto per definire con precisione.
Resta il fatto che questo tipo di invisibilità ha un limite ben preciso. Funziona solo davanti alle telecamere che leggono il calore, non davanti all’occhio umano né a una normale fotocamera. Chi immaginava di potersi aggirare senza essere visto come nei racconti di magia dovrà accontentarsi. Il progresso però c’è, ed è tangibile, perché quello che per decenni è rimasto confinato alle pagine dei libri comincia a trovare un posto nella ricerca scientifica vera e propria.