Il primo dispositivo hardware di OpenAI dovrebbe essere uno speaker portatile senza schermo, pensato come una nuova specie di computer domestico per l’era dell’intelligenza artificiale. A raccontarlo sono indiscrezioni che finalmente mettono un po’ di ordine su cosa stia davvero costruendo l’azienda, dopo mesi in cui la questione era rimasta piuttosto silenziosa. E le sorprese non mancano, perché non si tratta di un semplice altoparlante intelligente come tanti già in circolazione.
Speaker OpenAI: un altoparlante che vuole capire l’ambiente attorno
Il progetto aveva fatto il suo debutto ufficiale nel maggio 2025, quando OpenAI aveva annunciato l’ingresso nel mercato dell’hardware insieme a io Products, la realtà legata a Jony Ive. Poi il tema si era un po’ spento, almeno fino a quando una causa legale sui segreti commerciali avviata da Apple non ha rimesso i riflettori su quello che l’azienda potrebbe avere in cantiere.
Nel frattempo la società iyO aveva già fatto causa per una questione di marchio contro OpenAI e io Products. E proprio i documenti depositati in tribunale avevano offerto i primi indizi su cosa il dispositivo non sarebbe stato: né un wearable né qualcosa da infilare nell’orecchio. Adesso invece arriva la conferma su cosa dovrebbe essere davvero.
Si parla di uno speaker portatile senza schermo, che l’azienda descrive internamente come qualcosa di inedito. Non un altoparlante qualsiasi, ma un computer costruito attorno all’intelligenza artificiale per aiutare le persone impegnate a essere più produttive. A bordo ci sarebbero una fotocamera e altri sensori capaci di leggere l’ambiente circostante e il contesto in cui si trova l’utente, oltre a modelli di intelligenza artificiale più avanzati rispetto a quelli montati sugli speaker tradizionali.
Portatile da una stanza all’altra
L’idea è che il dispositivo possa restare collegato alla presa in una singola stanza, ma anche muoversi liberamente per casa grazie a una batteria ricaricabile. Un esempio concreto: portarlo in lavanderia mentre si fanno le faccende, spostarlo in cucina per farsi dare una mano ai fornelli e poi appoggiarlo in salotto o in camera da letto per ascoltare un po’ di musica. Insomma, uno strumento che segue chi lo usa nei vari momenti della giornata.
Il paragone con HomePod di Apple viene quasi spontaneo, soprattutto alla luce della causa sui segreti commerciali. Ma OpenAI ritiene che il suo primo prodotto non violi alcun segreto industriale.
C’è poi un dettaglio interessante sul futuro. Questo speaker sarebbe soltanto uno di circa cinque prodotti in fase di sviluppo. I piani a lungo termine includerebbero addirittura un dispositivo mobile capace di sostituire lo smartphone. E non finisce qui, perché l’azienda avrebbe esplorato anche prodotti indossabili, tra cui un ciondolo, mostrando pure un certo interesse verso la robotica domestica.
Un ventaglio di idee piuttosto ampio, che racconta bene le ambizioni di chi non vuole limitarsi al software ma punta a entrare direttamente nelle case delle persone, con oggetti fisici pensati fin dall’inizio per lavorare fianco a fianco con l’intelligenza artificiale.