I motori che porteranno l’umanità di nuovo verso la Luna sono finalmente arrivati a destinazione, e i booster Artemis III rappresentano uno dei tasselli più impressionanti dell’intera missione. Dopo l’entusiasmo per la presenza di Luca Parmitano a bordo della prossima spedizione, c’è un altro motivo concreto per seguire da vicino gli sviluppi del programma lunare americano. La NASA ha appena tagliato un traguardo tecnico niente male, e il conto alla rovescia verso lo spazio entra in una fase decisamente più viva.
Otto segmenti per due booster giganteschi
Il Kennedy Space Center ha ricevuto gli ultimi otto segmenti dei motori a propellente solido destinati alla missione. Sono componenti enormi, pronti per essere assemblati durante l’estate, e una volta uniti andranno a formare i due booster laterali dello Space Launch System, il razzo gigantesco che farà da cavallo di battaglia. I numeri qui parlano da soli: insieme questi motori riusciranno a sprigionare una spinta di 7,2 milioni di libbre, vale a dire circa 3,2 milioni di chili al momento del decollo. È la potenza che serve per scaraventare la navicella Orion oltre l’atmosfera terrestre, senza margine d’errore.
A costruirli ci ha pensato Northrop Grumman, nei suoi laboratori nello Utah. Non si tratta però di motori inventati da zero. Il design affonda le radici nell’era dello Space Shuttle, una tecnologia già ampiamente collaudata, a cui sono stati aggiunti aggiornamenti moderni per spingere al massimo l’affidabilità. Il programma, va detto, ha collezionato negli anni parecchie critiche per i costi elevati e i ritardi accumulati. Eppure questi booster hanno già dimostrato sul campo cosa sanno fare, spingendo con successo le tappe precedenti del cammino spaziale americano.
Cosa succederà con Artemis III e oltre
Stando alla tabella di marcia condivisa dalla NASA, Artemis III avrà un compito ben preciso: mettere alla prova le manovre di aggancio in orbita terrestre bassa, usando i prototipi dei sistemi di atterraggio sviluppati da aziende private come SpaceX e Blue Origin. Sarà la fase preparatoria vera e propria, quella che apre la strada al passo successivo.
Lo sbarco degli astronauti sul polo sud della Luna, infatti, è programmato con la missione Artemis IV. I tempi stringono e la competizione internazionale si fa serrata, soprattutto per quanto riguarda l’obiettivo di anticipare la Cina, che porta avanti un programma spaziale strutturato e già in fase di realizzazione. Non è una corsa simbolica, c’è in gioco molto di più.