Deezer torna a mettere il dito nella piaga della musica generata dall’intelligenza artificiale, e lo fa con uno strumento che funziona ben oltre i confini del proprio servizio. La piattaforma francese ha infatti annunciato il lancio globale del suo AI music detector, un sistema pensato per permettere a chiunque ascolti musica online di scoprire se nelle proprie playlist si nascondono brani creati con l’AI. E la cosa interessante è che funziona a prescindere dal servizio di streaming utilizzato, quindi anche su Spotify e Apple Music.
Perché la trasparenza sulla musica AI è diventata un tema caldo
Il punto su cui Deezer insiste da tempo è la trasparenza verso chi ascolta. Sempre più spesso spuntano produzioni discografiche tirate fuori da algoritmi, brani il cui unico scopo sembra essere quello di accumulare ascolti e, di conseguenza, royalty. Un fenomeno che non riguarda solo la piattaforma francese, ma tocca un po’ tutti i grandi nomi dello streaming.
E i numeri raccontano qualcosa di curioso. Da uno studio a campione condotto in 8 Paesi insieme a Ipsos, è emerso che il 97% delle persone intervistate non riesce a distinguere correttamente la musica composta da esseri umani da quella prodotta dall’intelligenza artificiale, quando i test vengono fatti alla cieca. Praticamente quasi nessuno ci azzecca. Non solo: il 73% degli utenti vorrebbe che i brani AI fossero chiaramente etichettati dalle piattaforme di streaming, mentre il 52% si dice contrario alla loro presenza nelle classifiche, mescolati ai pezzi firmati da artisti veri.
Come funziona l’AI music detector e dove provarlo
Lo strumento è disponibile in 27 lingue, quindi parliamo di una diffusione davvero ampia. Per scansionare le tracce, AI music detector si appoggia a TuneMyMusic, un nome che molti utenti della piattaforma francese conoscono già: è infatti lo stesso sistema usato per trasferire le playlist da altri servizi verso Deezer. In pratica, una tecnologia che esisteva già viene riadattata a un nuovo scopo.
Usarlo è piuttosto semplice. Basta collegarsi alla pagina dedicata, all’indirizzo www.deezer.com/explore/ai-music-detector, scegliere la piattaforma da cui provengono i brani e inserire i dati del proprio account. A quel punto il sistema fa il resto, andando a setacciare le tracce alla ricerca di quelle generate artificialmente.
Resta una domanda sullo sfondo, e cioè se i concorrenti diretti di Deezer abbiano lasciato sfuggire un’occasione. Mentre la società francese si muove in modo deciso sul fronte della musica AI, gli altri grandi servizi di streaming non hanno ancora messo in campo soluzioni altrettanto trasparenti per i propri ascoltatori. Il rilevamento dei brani generati dall’AI diventa così, almeno per ora, una sorta di terreno presidiato quasi in solitaria.