MAVEN, la sonda della NASA che per oltre dieci anni ha studiato l’atmosfera di Marte, è stata ufficialmente dichiarata morta. Un punto fermo nella storia dell’esplorazione del pianeta rosso, perché parliamo di una missione che ha cambiato il modo in cui guardiamo a quel mondo arido e silenzioso. La NASA ha confermato la fine delle operazioni dopo anni di lavoro che hanno prodotto risultati tutt’altro che marginali.
La storia di MAVEN è quella di una sonda costruita per rispondere a una domanda precisa, quasi ostinata: che fine ha fatto l’atmosfera di Marte? Perché un pianeta che un tempo doveva avere acqua liquida e un’aria più densa si è trasformato in un deserto gelido e quasi privo di protezione? Le risposte, almeno in buona parte, le ha trovate proprio questo orbiter.
MAVEN: cosa ha scoperto la sonda durante la sua missione
Per più di un decennio passato in orbita attorno al pianeta, MAVEN ha tenuto sotto osservazione i meccanismi che hanno svuotato Marte della sua atmosfera. Il colpevole principale, lo ha mostrato chiaramente, è il vento solare. Quel flusso continuo di particelle cariche che il Sole spara nello spazio, e che sulla Terra viene in gran parte deviato dal campo magnetico, su Marte ha agito praticamente indisturbato.
Marte, infatti, ha perso da tempo il suo scudo magnetico globale. Senza quella protezione, il vento solare ha potuto strappare via gli strati più alti dell’atmosfera, pezzo dopo pezzo, lungo periodi di tempo enormi. È così che il pianeta ha visto evaporare la sua aria e, di conseguenza, anche l’acqua che un tempo poteva scorrere in superficie. La sonda ha permesso di mettere insieme i tasselli di questo processo, misurando quanto materiale viene effettivamente disperso nello spazio e con quali ritmi.
Perché Marte ha perso la sua acqua
Il legame tra atmosfera e acqua è uno dei temi centrali del lavoro svolto dalla missione. Quando un pianeta perde la sua aria, perde anche la capacità di trattenere l’acqua allo stato liquido. Le condizioni diventano troppo fredde e la pressione troppo bassa, e quello che resta finisce per congelare o disperdersi. MAVEN ha contribuito a spiegare proprio questa catena di eventi, fornendo dati concreti su come il clima marziano sia cambiato nel corso di miliardi di anni.
Le informazioni raccolte dall’orbiter non hanno valore soltanto per capire il passato di Marte. Servono anche a inquadrare meglio cosa rende un pianeta abitabile e cosa, al contrario, lo condanna a diventare inospitale. Studiare la perdita atmosferica del pianeta rosso significa, in fondo, capire qualcosa di più anche sul ruolo che il campo magnetico e l’atmosfera giocano nel preservare la vita.
La fine ufficiale della missione chiude un capitolo importante per l’esplorazione marziana. Dopo oltre dieci anni di attività, la sonda lascia in eredità una mole di dati che continuerà a essere analizzata e studiata, e che ha già riscritto buona parte di ciò che sappiamo sull’evoluzione del clima di Marte.