La dark mode è diventata la prima alleata contro l’affaticamento agli occhi per chi passa l’intera giornata davanti a uno schermo. Capita a tantissime persone: dopo anni passati a saltare da un lavoro all’altro, magari mai del tutto incollati a un monitor, arriva quel ruolo dove le ore davanti al computer sono otto, nove, a volte di più. E lì cominciano i problemi.
Sembrerebbe una transizione facile, soprattutto per chi da ragazzo ha passato intere serate a giocare ai videogiochi senza mai accusare il minimo fastidio. Eppure la realtà è diversa. A fine giornata arrivano il mal di testa, gli occhi secchi, quella sensazione di stanchezza che rovina anche la serata. L’optometrista in questi casi consiglia di ridurre il tempo davanti allo schermo, ma se quella è la professione, il suggerimento suona quasi come una presa in giro. Per fortuna esistono alcuni accorgimenti che danno un po’ di sollievo senza dover cambiare mestiere.
Dark mode: un semplice cambio di colore che fa la differenza
Il primo trucco è anche il più banale, tanto che viene da chiedersi perché non venga in mente subito. Basta passare i dispositivi, i browser o le singole app alla dark mode, ovvero quella modalità che inverte i colori dello schermo: sfondo nero e testo bianco al posto del classico bianco con scritte nere. Una volta attivata, si capisce all’istante quanto gli schermi bianchi e luminosi affatichino la vista. Con lo sfondo scuro si strizzano molto meno gli occhi.
Attenzione però, chi soffre di astigmatismo potrebbe trovarsi peggio, per via dell’effetto di sdoppiamento sul testo chiaro. L’opzione cambia a seconda dell’app o del sito. Spesso si trova nel menu delle impostazioni, come su Reddit dove è segnalata chiaramente con un interruttore. Altre volte è nascosta sotto la voce accessibilità, come accade su Instagram. Su Gmail bisogna andare nelle impostazioni e modificare il tema scegliendo lo sfondo scuro, mentre su WhatsApp, stranamente, l’opzione è finita dentro le impostazioni delle chat. Alcuni servizi non la prevedono affatto, come Google Docs. La dark mode sta comunque guadagnando terreno e ormai pure dispositivi come i Kindle la stanno integrando.
Filtri luce blu e illuminazione giusta
I filtri luce blu sono un argomento più spinoso. Cercando informazioni si trovano pareri opposti: l’American Academy of Ophthalmology critica gli studi che collegano la luce blu ai danni cellulari, mentre Harvard Health Publishing suggerisce che gli occhiali con filtro possano aiutare contro l’affaticamento digitale. Insomma, prove nette non ce ne sono. Sul piano dell’esperienza personale, però, attivare il filtro su telefono e computer e comprare un paio di occhiali economici sembra dare benefici concreti. Difficile spiegare il perché, ma a fine giornata gli occhi risultano meno provati.
Sulla maggior parte dei dispositivi Android l’opzione esiste già: nel menu a tendina si trova spesso con il nome Eye Comfort Shield. Sul computer dipende dalla marca, ma molti monitor offrono il filtro tramite i tasti fisici sul lato.
E non sono solo gli schermi a stancare la vista. C’è anche l’illuminazione dell’ambiente. Chi lavora da casa o ha bisogno di un sollievo extra può valutare le Philips Hue, le lampadine smart. Oggi quasi tutte le luci sono passate ai LED, ottimi per risparmiare energia e denaro, ma con il difetto di emettere molta più luce blu rispetto alle vecchie lampadine a incandescenza. Nessuno consiglia di tornare indietro a quelle (chi non ricorda quanto scaldavano?). Le Philips Hue permettono invece di controllare il colore delle luci in totale libertà. Nelle pubblicità le mostrano con effetti coloratissimi da festa, ma il loro vero punto di forza sta nel creare un’atmosfera morbida, meno aggressiva per occhi già affaticati. Si trovano intorno ai 120 euro.
Nessuno di questi accorgimenti, da solo, cambia le cose in modo radicale, anche perché le cause dell’affaticamento variano molto da persona a persona. Mettere insieme qualcuno di questi trucchi, però, insieme a colliri, pause regolari e una luminosità più bassa, fa notare a molti una differenza reale. E se proprio non funziona nulla, allora la visita dall’oculista resta la strada giusta.