Shokz OpenDots 2 e OpenDots Air segnano il ritorno dell’azienda nel mondo degli auricolari open, quelli che non si infilano dentro l’orecchio ma si agganciano alla parte posteriore. Una scelta di design pensata per chi trova fastidiosi i classici auricolari in ear, e che adesso si rinnova con due modelli diversi, tarati su esigenze differenti.
Il marchio aveva debuttato in questo formato a maggio del 2025 con gli OpenDots One, e ora rilancia con due varianti che partono dallo stesso concetto di base. I driver vengono posizionati in modo da proiettare il suono verso il canale uditivo, senza chiuderlo. Tradotto: l’orecchio resta libero, si continua a sentire quello che succede intorno e, almeno sulla carta, il comfort migliora parecchio rispetto a un auricolare tradizionale infilato dentro.
Due modelli, due filosofie diverse
La differenza tra i due prodotti sta tutta nel posizionamento. Gli OpenDots Air rappresentano la fascia d’ingresso, quella più accessibile. Arrivano in due colorazioni, nero e un viola che richiama l’alba, con un prezzo di circa 120 euro. Una cifra che, rispetto al modello originale, fa risparmiare oltre 65 euro. Per chi vuole avvicinarsi a questo tipo di auricolari senza spendere troppo, è la porta d’accesso più ragionevole.
Gli OpenDots 2, invece, si collocano un gradino sopra. Sono la versione più curata, quella che punta su una resa audio migliore e su un design ancora più leggero rispetto al passato. L’idea è chiara: chi cerca qualcosa in più, in termini di qualità del suono e di sensazione al tatto, trova qui la risposta. Entrambi mantengono comunque il sistema a clip, che resta il vero tratto distintivo della gamma.
Comfort e consapevolezza dell’ambiente
Il punto di forza di questo formato è la combinazione tra comfort e consapevolezza dell’ambiente circostante. Non avere nulla dentro l’orecchio significa poter usare gli auricolari per ore senza quella sensazione di pressione o fastidio che molti conoscono bene. E significa anche poter ascoltare musica o seguire una telefonata restando attenti a ciò che accade attorno, dal traffico ai colleghi che parlano.
È un approccio che si rivolge a un pubblico preciso: chi corre all’aperto, chi lavora in ufficio e non vuole isolarsi completamente, chi semplicemente non sopporta gli auricolari classici. Con OpenDots 2 e OpenDots Air l’azienda prova a coprire entrambe le fasce, quella premium e quella più economica, mantenendo intatta la filosofia che aveva accompagnato il primo modello della serie.
La leggerezza è uno degli aspetti su cui si è lavorato di più. Un auricolare che si aggancia all’orecchio deve farsi dimenticare, e ogni grammo in meno conta. Il modello superiore della gamma punta proprio su questo, unendo a un peso ridotto un comparto audio rivisto rispetto all’originale OpenDots One. Gli Air, dal canto loro, sacrificano qualcosa per tenere basso il prezzo, ma offrono comunque lo stesso principio di funzionamento.