GoPro Mission 1 è arrivata anche in Italia, e porta sul mercato un trio di action cam pensate per chi con i video ci lavora davvero. Si parla di sensore da 1 pollice, processore proprietario GP3 e registrazione fino a 8K, tutta roba che colloca questi dispositivi nella fascia alta del mercato. La gamma è composta da tre modelli: il modello base, il più avanzato Mission 1 Pro e una versione Pro Grip Edition con impugnatura ergonomica pensata per le riprese a mano libera. I prezzi vanno da 599,99 a 799,99 euro, con disponibilità sullo store ufficiale e su Amazon. Il target è chiaro fin da subito: content creator, videomaker e chi tratta i contenuti in modo professionale. Non è un giocattolo da portare in vacanza tanto per fare due riprese, insomma. È uno strumento di lavoro.
Cos’hanno di speciale le nuove GoPro Mission 1
Sulle specifiche tecniche e le differenze tra i singoli modelli si era già detto parecchio al momento della presentazione. Ma il vero punto di forza della serie merita un discorso a parte. E sorprende, perché non è tanto la registrazione in 8K, ormai presente anche su diverse action cam concorrenti, quanto l’adozione del sensore da 1 pollice. Una soluzione ancora poco diffusa in questa categoria di prodotti, che GoPro ha scelto di mettere già nel modello base mantenendo comunque un prezzo tutto sommato ragionevole.
Sulla carta un dato del genere dice poco. Nell’uso quotidiano, invece, cambia le carte in tavola, soprattutto in ambito professionale. Un sensore più grande cattura più luce, e questo si traduce in immagini e video di qualità superiore proprio nelle situazioni più difficili: all’alba, al tramonto, di notte, negli interni. A guadagnarci è anche la gamma dinamica, con file più ricchi di dettaglio nelle zone chiare e scure. Tradotto: materiale più facile da lavorare e valorizzare in fase di post-produzione.
Action cam a confronto
Per capire dove si piazza Mission 1 Pro in un mercato già affollato, vale la pena un confronto con uno dei suoi rivali diretti, DJI Osmo Action 6. Un modello solido e affidabile, che monta un sensore più piccolo ma offre comunque un controllo dell’esposizione più preciso grazie all’apertura variabile, e registra anch’esso in 8K. La differenza grossa, qui, la fa la fluidità: Osmo Action 6 si ferma a 30 fps, mentre Mission 1 Pro arriva a 60 fps. Risultato? Scene in movimento più scorrevoli e naturali.
A questo punto il quadro è abbastanza chiaro. Mission 1 Pro guarda ai professionisti dell’immagine e ai creator avanzati, quelli che vogliono spremere il massimo della qualità anche in condizioni di luce e movimento complicate. Osmo Action 6, dal canto suo, resta la scelta più indicata per sportivi, viaggiatori e utenti occasionali: buona qualità audio e video, prezzo più accessibile, formato più compatto e leggero, un rapporto qualità prezzo che resta competitivo.
Qualche numero per fissare le idee. GoPro Mission 1 Pro monta un sensore da 1 pollice con apertura fissa, registra in 8K fino a 60 fps, ha 4 microfoni, niente memoria interna ma solo scheda microSD, un’autonomia di circa 5 ore e un’impermeabilità fino a 20 metri. Misura 80,1 × 52,1 × 44,3 mm e pesa 207 grammi. DJI Osmo Action 6, invece, ha un sensore da 1/1,1 pollici con apertura variabile, registra in 8K fino a 30 fps, monta 3 microfoni, dispone di 50 GB di memoria interna oltre alla scheda microSD, regge circa 4 ore di autonomia e anche qui l’impermeabilità arriva a 20 metri. Più piccolo e leggero: 72,8 × 47,2 × 33,1 mm per 149 grammi.