Subaru Trailseeker è la station wagon elettrica che riporta in vita lo spirito della vecchia Outback, quella che per anni ha occupato un posto tutto suo nel mercato: pratica come una familiare, capace come un SUV, eppure diversa da tutto il resto. Con l’ultimo restyling che ha spinto l’Outback verso forme da SUV vero e proprio, parecchi fan storici si sono chiesti dove fosse finito quel carattere da wagon che la rendeva speciale. La risposta, curiosamente, è arrivata con un badge diverso.
Il nuovo modello elettrico di Subaru recupera molte delle qualità che avevano reso l’Outback un’auto amata. Profilo più slanciato, abitacolo spazioso e funzionale, un design che mette l’usabilità davanti alle scenografie da fuoristrada. Va a batteria invece che a benzina, certo, ma nello spirito assomiglia molto più alle Subaru a forma di familiare che hanno costruito la reputazione del marchio. Si parte da poco meno di 37.000 euro, con una dotazione di serie niente male e prestazioni di tutto rispetto.
Una wagon dove l’Outback è diventata un SUV
Di recente Subaru ha dato una bella rinfrescata a uno dei nomi più popolari della sua gamma. L’Outback, una delle ultime familiari rimaste sul mercato, è stata avvicinata alla forma di un SUV tradizionale. Il nuovo design squadrato, però, non ha conquistato chi amava la vecchia carrozzeria. La buona notizia è che il marchio ha portato sul mercato un crossover elettrico che riempie quel vuoto nella gamma.
Il Trailseeker è un modello completamente nuovo, introdotto per l’anno 2026. La wagon elettrica è stata sviluppata insieme a Toyota, che ha presentato la meccanicamente simile bZ. In fatto di stile, sembra più una vera evoluzione del nome Outback rispetto alla nuova Outback stessa. E ha un prezzo più basso di molti rivali del segmento, compreso il cugino di casa Toyota.
I prezzi partono da circa 37.000 euro per la versione Premium, salgono a 40.500 euro per la Limited e arrivano intorno ai 43.000 euro per le varianti Touring. La dotazione di serie è ricca: anche sul modello base si trovano mirroring wireless dello smartphone, doppio pad di ricarica senza fili, portellone elettrico e una serie di assistenti alla guida, cruise control adattivo incluso.
Dentro è pratica e piena di tecnologia
L’abitacolo del Subaru Trailseeker punta sulla sostanza più che sull’apparenza. Mentre la nuova Outback gioca la carta degli interni squadrati e robusti, qui si è scelto un ambiente semplice, spazioso e ordinato. Lo spazio a bordo è notevole, e i sedili posteriori sembrano più generosi di quanto dicano i numeri sulla carta. Il bagagliaio offre 31,3 piedi cubi di capacità, abbastanza per qualche valigia, l’attrezzatura da campeggio o una spesa abbondante.
Si vede l’influenza di Toyota: tutto è ordinato e facile da trovare, con tanti vani portaoggetti sparsi qua e là. Di serie ci sono rivestimenti in similpelle, sedili anteriori riscaldati e sedile guidatore regolabile elettricamente. Le versioni top aggiungono sedili anteriori ventilati, posteriori riscaldati, pelle vera, tetto panoramico in vetro e portellone ad attivazione con il piede.
Al centro della plancia di ogni Trailseeker 2026 campeggia uno schermo da 14 pollici, il più grande mai montato su una Subaru. Restano alcuni pulsanti fisici di scelta rapida e due manopole per il clima integrate nel sistema. Davanti al guidatore c’è uno schermo separato che fa da quadro strumenti. Mirroring wireless e pad di ricarica senza fili sono di serie su tutte le versioni, insieme a porte USB-C davanti e dietro. L’impianto audio base ha sei altoparlanti, ma sulle Limited e superiori si può avere un bel sistema Harman/Kardon.
Il tallone d’Achille è l’autonomia, ma c’è una spiegazione
Uno dei numeri che contano di più su qualsiasi auto elettrica moderna è l’autonomia. Ed è proprio qui che il Trailseeker vacilla un po’. Diversi rivali del segmento vanno più lontano con una sola carica. L’autonomia resta comunque ragionevole, soprattutto se si considera che arriva di serie con una trazione integrale potente.
Come da tradizione Subaru, il Trailseeker ha la trazione integrale di serie. Due motori elettrici, uno sull’asse anteriore e uno sul posteriore, per un totale di 375 cavalli. Niente male per un crossover di famiglia, che così raggiunge i 96 chilometri orari in appena 3,9 secondi. E resta una vera Subaru nell’animo: 8,5 pollici di altezza da terra, modalità di guida per neve e sterrato, modalità separate per neve profonda e fango, controllo della trazione e assistenza in discesa.
Quanto all’efficienza, la versione a trazione integrale dichiara 117 MPGe e 281 miglia di autonomia stimata, che scendono a 114 MPGe e 274 miglia con i cerchi da 20 pollici. Le elettriche del segmento che superano le 300 miglia lo fanno quasi sempre con le versioni a trazione posteriore e potenze più basse. Tra le grandi elettriche a doppio motore e trazione integrale, il Trailseeker se la cava piuttosto bene. Potrebbe fare di più, però, con un pacco batteria più generoso del modesto 67 kWh che equipaggia ogni versione.
L’Outback si è allontanata dalla sua identità di familiare semplice ma capace. È diventata più grande, più ingombrante e più cara, e così tanti acquirenti hanno guardato altrove. Pur essendo elettrico, il Trailseeker sembra un erede migliore sotto molti aspetti: interni comodi e pratici, profilo più slanciato e capacità sufficienti per comportarsi come una vera Subaru.
