Porsche Taycan non si vende più come prima, e la casa di Stoccarda ha deciso di fermare temporalmente la produzione del suo modello elettrico di punta. Una notizia che da sola racconta parecchio sullo stato attuale del mercato delle auto elettriche sportive e di lusso, un segmento che nell’ultima settimana ha vissuto movimenti importanti tra nuovi lanci e clamorose frenate.
Lo stop alla produzione e i numeri che non tornano
Alla fine della scorsa settimana la catena produttiva di Porsche Taycan si è fermata, e si prevedono ulteriori chiusure nel breve periodo. Il motivo è piuttosto diretto: le vendite sono crollate. Nel primo trimestre dell’anno sono state consegnate appena 3.420 unità, un calo del 19% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Se il ritmo dovesse restare questo, a fine anno Porsche arriverebbe a circa 14.000 esemplari venduti, il dato più basso dalla nascita del modello.
Eppure Taycan era partito fortissimo. Nel 2020, in pochi mesi, aveva già piazzato oltre 20.000 unità. Nel primo anno completo aveva superato le 41.000. Dopo una leggera flessione nel 2022, nel 2023 era tornato sopra quota 40.000 e tutto sembrava andare a gonfie vele. La strategia futura dell’azienda poggiava proprio sull’elettrico come pilastro fondamentale. Poi è arrivato il 2024 e le vendite si sono dimezzate. Nel 2025 ci si è fermati a poco più di 16.000 unità, e le proiezioni per il 2026 sono ancora peggiori.
C’è un fattore geografico che pesa tantissimo: il pubblico cinese, un tempo fondamentale per Porsche, ha voltato le spalle al marchio. In Cina oggi si trovano auto di lusso elettriche molto più economiche, altrettanto veloci e con un’offerta tecnologica che punta su esperienze diverse. Chiuso quel mercato, resta quello europeo e statunitense, dove però Taycan sembra aver già saturato la domanda. Senza contare che negli Stati Uniti i dazi costringono Porsche ad alzare i prezzi oppure a stringere i margini di profitto.
Quando si produce troppo e non si vende, il prodotto si accumula, si deprezza e alla fine bisogna svenderlo. Un meccanismo che per un marchio come Porsche, il cui valore si regge sull’esclusività e sull’immagine, sarebbe devastante. Trovare in rete decine di Porsche Taycan a prezzi stracciati (per quanto “stracciato” possa essere un’auto che parte da oltre 100.000 euro) farebbe a pezzi quel desiderio aspirazionale che tiene in piedi l’intero brand. Meglio fermarsi prima, insomma.
Un problema che va oltre Porsche
Lo stop di Taycan non è un caso isolato. La stessa Porsche aveva scommesso sulla versione esclusivamente elettrica di Macan, il suo modello più venduto, e i numeri non hanno dato ragione a quella scelta. Anche il progetto di rendere la futura Porsche 718 solo elettrica sembra essere stato accantonato. Il precedente amministratore delegato, ora presidente del Gruppo Volkswagen, ha ammesso apertamente: “Ci siamo sbagliati”.
La tendenza si estende ben oltre Stoccarda. Lamborghini ha frenato i piani per un superdeportivo elettrico. Lotus, che sotto l’ombrello di Geely puntava tutto sull’elettrico puro, tornerà al motore a combustione, sia pure con ibridazione. Mercedes segue una traiettoria simile perché i suoi modelli più costosi in versione elettrica non trovano acquirenti. E poi c’è il caso di Stellantis, che si è ritrovata a “regalare” le Fiat 500 elettriche negli Stati Uniti pur di liberare i magazzini, mentre Honda ha preferito cancellare i prossimi lanci elettrici accettando perdite superiori a 2 miliardi di euro.
Il nodo è sempre lo stesso: il superdeportivo elettrico fatica a vendere. In Cina l’elettrico viene ormai dato per scontato come unico futuro della mobilità, ma in Europa si è aperta la porta alla vendita di auto con motore a combustione, limitandole però ai segmenti più cari ed esclusivi. Negli Stati Uniti le normative sulle emissioni sono state eliminate. Il risultato paradossale è che le sportive a combustione diventeranno ancora più esclusive man mano che il resto del parco auto si elettrifica. E poi c’è una questione sensoriale: un’elettrica può essere più veloce, ma non restituisce il suono, l’odore, il contatto fisico di un motore tradizionale. Non vende la stessa esperienza.
Mercedes e Ferrari Luce: due strade diverse per lo stesso problema
Nella stessa settimana in cui Porsche fermava Taycan, Mercedes ha presentato la nuova AMG GT completamente elettrica. Per aggirare il problema dell’assenza di emozione sonora, hanno registrato il suono del mitico V8 che fino a oggi equipaggiava quel modello e lo hanno integrato come colonna sonora di bordo. Un tentativo, in pratica, di rendere l’auto qualcosa di più di un prodotto veloce ma asettico.
L’altro grande protagonista della settimana è stato Ferrari Luce, il primo modello completamente elettrico del Cavallino Rampante. Sui social e tra le voci più autorevoli dell’universo Ferrari, le critiche sono state feroci. Eppure la mossa ha una sua logica precisa: Ferrari Luce non vuole essere un superdeportivo elettrico nel senso classico del termine. Vuole essere un accessorio di moda, un oggetto che punta a un pubblico che Ferrari oggi non ha. Solo leggendola così, quella presentazione acquista un senso.