BYD Dolphin G è il nome della nuova supermini che il colosso cinese ha sviluppato pensando esclusivamente al mercato europeo. Una mossa strategica e piuttosto inedita per il marchio, che fino ad oggi aveva adattato modelli già esistenti. Stavolta no: questa è un’auto nata con l’Europa in testa, dal foglio bianco. E arriva con una formula che nel segmento B non si era ancora vista, quella del plug-in hybrid su una vettura dalle dimensioni compatte, paragonabili a quelle di una Volkswagen Polo.
La vettura misura 4160 mm di lunghezza e condivide la base con la Dolphin Surf EV, dalla quale si distingue però per la motorizzazione ibrida ricaricabile. BYD Dolphin G andrà a competere direttamente con Renault Clio, Volkswagen Polo e Toyota Yaris, modelli che nella maggior parte dei casi offrono al massimo powertrain mild hybrid o full hybrid tradizionali. Il fatto che una supermini proponga un sistema plug-in hybrid completo rappresenta una novità significativa per la categoria.
Il sistema ibrido, chiamato Super Hybrid, dovrebbe essere imparentato con quello già visto sulla Atto 2 DM-i: un motore a benzina 1.5 litri che funziona come generatore per un propulsore elettrico collegato alle ruote anteriori. BYD non ha ancora svelato ogni dettaglio tecnico, ma ha comunicato un dato che fa alzare le sopracciglie: l’autonomia combinata tra elettrico e benzina supererà i 1000 chilometri. Le specifiche complete saranno annunciate a giugno, quando il lancio ufficiale sarà completato.
Prezzo aggressivo e produzione europea
Sul fronte del listino, le aspettative parlano di un prezzo di partenza inferiore ai 23.000 euro circa, una cifra che la renderebbe estremamente competitiva nella fascia delle utilitarie. La vendita nel Regno Unito è prevista per l’autunno del 2026, mentre per il resto d’Europa l’arrivo dovrebbe avvenire nel corso dell’estate.
Un aspetto che vale la pena sottolineare è la produzione. BYD Dolphin G sarà molto probabilmente assemblata nel nuovo stabilimento che l’azienda sta realizzando in Ungheria. Questo è un dettaglio tutt’altro che secondario: produrre direttamente sul suolo europeo consente al marchio cinese di aggirare i dazi e di accorciare la catena logistica, rendendo i prezzi ancora più sostenibili nel tempo.
La strategia di BYD per diventare un marchio europeo
Stella Li, vicepresidente esecutiva di BYD, ha descritto il segmento B europeo come una delle aree più importanti del mercato e ha dichiarato la volontà che BYD Dolphin G ridefinisca le aspettative dei clienti rispetto a cosa può offrire un’auto compatta nell’era dell’elettrificazione. La supermini non sarà un caso isolato. BYD Dolphin G è solo la prima di una serie di modelli nei segmenti B e C che il costruttore cinese sta sviluppando appositamente per il pubblico europeo. Li ha anche affermato in passato che l’obiettivo finale è ambizioso: fare in modo che i consumatori percepiscano BYD come un marchio europeo a tutti gli effetti.