ROSS è il nome del nuovo assistente AI lanciato da Fastweb + Vodafone, e non si tratta del solito chatbot che risponde alle domande. Qui si parla di qualcosa di diverso: un agente di intelligenza artificiale agentica progettato per fare le cose al posto delle persone. Gestire email, organizzare l’agenda, creare documenti, mettere in piedi un sito web, monitorare le notizie, pianificare attività complesse. Tutto partendo da una semplice richiesta scritta in linguaggio naturale. Il servizio è già disponibile su heyross.ai e segna un passo piuttosto concreto nell’evoluzione degli strumenti AI destinati alla vita quotidiana e professionale.
Come funziona ROSS e perché è diverso da una chat tradizionale
ROSS è stato sviluppato da NextMindLab, una startup innovativa italiana controllata al 100% da Fastweb Spa. L’idea alla base è semplice da spiegare ma ambiziosa da realizzare: trasformare ogni richiesta dell’utente in un’azione operativa, non in una semplice risposta testuale. La differenza rispetto a una classica chat AI è esattamente questa. Una chat può suggerire un itinerario di viaggio, abbozzare una email, analizzare un documento o aiutare a creare un foglio di calcolo. Un agente AI come ROSS può invece eseguire direttamente una parte di quel lavoro, chiedendo conferma prima di andare avanti quando necessario.
L’interazione avviene tramite web e tramite Telegram, con WhatsApp in arrivo. Non servono comandi tecnici, configurazioni complicate o competenze da sviluppatore. Si scrive quello che si vuole ottenere, e ROSS si mette in moto. Tra le operazioni gestibili ci sono la posta elettronica, l’ottimizzazione dell’agenda, la creazione di documenti, lo sviluppo di siti web, la pianificazione di viaggi, la preparazione di rassegne stampa, la scrittura di post per LinkedIn, l’analisi delle spese e la creazione di preventivi. Una gamma piuttosto ampia, pensata per coprire sia esigenze personali che lavorative.
Un aspetto interessante di ROSS riguarda la sua memoria persistente a lungo termine. L’assistente è progettato per adattarsi nel tempo alle preferenze, alle priorità e al contesto di chi lo utilizza. Non riparte da zero ogni volta, insomma. E può essere personalizzato collegando le applicazioni che si usano abitualmente. Tra le integrazioni già disponibili figurano Gmail, Outlook, LinkedIn, Google Calendar, Drive, Docs, Sheets, Dropbox, GitHub, Slack, Telegram, Jira e Forms. Tutte configurabili in autonomia, senza bisogno di interventi esterni.
L’infrastruttura dietro l’assistente AI di Fastweb + Vodafone
Dal punto di vista tecnico, ROSS non richiede server da configurare, PC dedicati o codice da scrivere per funzionare. Alla base del sistema c’è una versione riscritta di OpenClaw, che il CEO di NVIDIA Jensen Huang ha definito il “sistema operativo dei computer agentici”. Questa piattaforma è stata trasformata in un servizio fruibile direttamente, nella logica “as a service”.
Fastweb + Vodafone parla anche di uno strato di orchestrazione tra utenti, agenti, modelli AI, cloud ed edge. Non è solo un dettaglio architetturale: è una questione di controllo. Un agente che può prendere decisioni autonome e gestire dati sensibili richiede meccanismi solidi di identità, sicurezza, policy e audit. È il passaggio che rende possibile affidargli compiti reali senza perdere la supervisione su quello che accade.