Che Xiaomi stia investendo in modo aggressivo nel settore automotive non è certo una novità. Ma quando si guarda alla perdita per ogni auto venduta, i numeri fanno un certo effetto. Nel primo trimestre del 2026, il colosso cinese ha consegnato 80.856 veicoli, segnando un incremento del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Fin qui, tutto sembra andare nella direzione giusta. Poi però si apre il capitolo dei conti: la perdita operativa nel segmento auto si aggira intorno ai 420 milioni di euro. Tradotto in termini più semplici, Xiaomi ha perso circa 5.100 euro per ogni vettura venduta. Un anno fa quella cifra era poco sopra gli 800 euro per unità. In dodici mesi, l’aumento della perdita è stato del 538%. Un dato che fa riflettere, soprattutto considerando che i volumi di vendita sono in crescita.
I ricavi complessivi del segmento auto e AI innovation hanno toccato i 19,9 miliardi di yuan, equivalenti a circa 2,6 miliardi di euro, con un prezzo medio di vendita di circa 32.000 euro per veicolo. Il margine lordo è sceso al 20,1%, dal 23,2% registrato nel primo trimestre 2025. Xiaomi riconduce questo calo a tre fattori precisi: i sussidi fiscali sull’acquisto, una quota inferiore di consegne della SU7 Ultra (che è il modello con il margine più alto in gamma) e l’aumento dei costi dei componenti principali.
YU7 e SU7: chi traina le vendite di Xiaomi nel settore auto
Anche se il passaggio alla nuova generazione della SU7 ha provocato un rallentamento temporaneo dei volumi, le consegne totali sono comunque cresciute. Il merito va in buona parte a YU7, il SUV elettrico che in dieci mesi ha totalizzato 232.000 unità consegnate. La nuova generazione della SU7, lanciata a marzo, ha già raccolto oltre 80.000 ordini. E il mese di aprile ha confermato il trend: 36.702 vetture vendute, con una crescita del 28,4% su base annua e del 71,2% rispetto a marzo. Numeri che, guardati isolatamente, raccontano una storia di espansione rapida.
Sul fronte della gamma, la recente YU7 GT, lanciata a circa 52.000 euro, e la versione standard della YU7 da circa 31.700 euro puntano a sostenere i ricavi nei prossimi trimestri. Xiaomi ha anche ampliato la propria rete commerciale fino a raggiungere 490 punti vendita distribuiti in 143 città cinesi. Un investimento infrastrutturale importante, che dà l’idea di quanto il marchio stia puntando forte sulla mobilità elettrica. I numeri negativi non sembrano tutavia frenare le ambizioni internazionali. Xiaomi ha confermato il debutto in Europa per il 2027, con SU7 e YU7 come modelli di lancio. Un ingresso che avverrà in un mercato sempre più competitivo, dove i margini sono già sotto pressione per tutti i costruttori, e con conti che almeno per ora devono ancora trovare un equilibrio.
