La guida in autostrada ha regole precise, alcune ben note e altre che la maggior parte degli automobilisti tende a ignorare con una certa disinvoltura. Tra queste, ce n’è una in particolare che viene violata praticamente ogni giorno da migliaia di conducenti, spesso senza nemmeno rendersene conto. Si parla dell’obbligo di tenere la corsia libera a destra, una norma che il Codice della Strada italiano disciplina in modo chiaro ma che, nella pratica quotidiana, resta poco rispettata. E le sanzioni per chi non la osserva non sono affatto simboliche.
Cosa prevede il Codice della Strada sulla circolazione in autostrada
Chi percorre un tratto autostradale sa bene che le corsie disponibili sono generalmente due o tre. Quello che molti dimenticano è che la corsia di destra rappresenta quella di marcia normale, mentre le corsie centrali e di sinistra devono essere utilizzate esclusivamente per il sorpasso. Completata la manovra, il conducente è tenuto a rientrare nella corsia più a destra disponibile. Questo principio è sancito dall’articolo 176 del Codice della Strada, che regola il comportamento durante la guida in autostrada e sulle strade extraurbane principali.
Eppure, basta percorrere pochi chilometri su qualsiasi autostrada italiana per accorgersi di quanto questa regola venga sistematicamente disattesa. C’è chi occupa la corsia centrale per decine di chilometri senza alcuna necessità, costringendo gli altri veicoli a sorpassi continui e creando situazioni di potenziale pericolo. Un comportamento che non solo rallenta il flusso del traffico, ma può generare congestioni e aumentare il rischio di incidenti.
La normativa parla chiaro: chi non rispetta l’obbligo di circolare sulla corsia più a destra disponibile rischia una multa che parte da 42 euro e può arrivare fino a 173 euro. Nei casi più gravi, quando l’infrazione viene ripetuta o provoca situazioni di pericolo concreto, la sanzione può essere accompagnata dalla decurtazione di punti sulla patente. Non si tratta quindi di una semplice raccomandazione, ma di un obbligo vero e proprio con conseguenze tangibili.
Perché l’obbligo viene ignorato e cosa si rischia davvero
Le ragioni per cui la guida in autostrada sulla corsia sbagliata è così diffusa sono diverse. Molti automobilisti ritengono erroneamente che la corsia centrale sia quella “normale” di percorrenza, relegando la destra ai mezzi pesanti. Altri semplicemente non vogliono dover effettuare continui cambi di corsia e preferiscono restare in posizione centrale per comodità. C’è poi chi viaggia a velocità leggermente superiore al limite minimo e si sente autorizzato a occupare stabilmente la corsia di mezzo.
Tutte queste abitudini, però, non hanno alcun fondamento normativo. Il Codice della Strada non prevede eccezioni legate alla velocità di crociera o alla densità del traffico. L’unica ragione valida per occupare una corsia diversa da quella di destra durante la guida in autostrada resta il sorpasso, e terminata la manovra bisogna rientrare.
Le forze dell’ordine possono contestare l’infrazione sia durante i controlli su strada sia tramite sistemi di videosorveglianza. Con l’evoluzione tecnologica e l’aumento delle telecamere lungo la rete autostradale, la possibilità di essere sanzionati è cresciuta sensibilmente rispetto al passato. Chi viene fermato o identificato rischia la multa prevista e la perdita di punti, un prezzo che si paga per un’abitudine che, a ben guardare, non porta alcun vantaggio reale.
La regola vale sia per le autostrade a due corsie sia per quelle a tre, e si applica tanto ai veicoli leggeri quanto ai mezzi pesanti. L’unica differenza riguarda il divieto assoluto per i camion di utilizzare la corsia più a sinistra nelle autostrade a tre corsie per senso di marcia, ma il principio di fondo resta identico per tutti: completato il sorpasso, si torna a destra.