La missione Shenzhou-23 è partita domenica 25 maggio dal Centro di lancio satellitare di Jiuquan, nel deserto del Gobi, e con questa nuova spedizione il programma spaziale cinese alza ancora l’asticella. A bordo di un razzo Lunga Marcia 2F, tre astronauti hanno raggiunto la stazione spaziale Tiangong, agganciandosi con successo poco dopo il decollo. Non si tratta però di una missione qualsiasi: uno dei tre membri dell’equipaggio resterà nello spazio per un anno intero, un traguardo mai raggiunto prima da un astronauta cinese.
L’equipaggio è composto da Zhu Yangzhu, Zhang Zhiyuan e Li Jiaying, conosciuta in cantonese come Lai Ka-ying. Li è diventata così la prima persona di Hong Kong a partecipare a una missione spaziale cinese, e questo da solo è già un fatto storico. Il comandante Zhu, 39 anni, aveva già volato con la missione Shenzhou-16, mentre per Zhang e Li si tratta della prima esperienza orbitale. Zhang, anche lui 39 anni, era un pilota dell’aeronautica militare cinese prima di entrare nel programma. Li, 43 anni, lavorava nella polizia di Hong Kong. Chi tra loro resterà in orbita per dodici mesi non è stato ancora annunciato, ma l’obiettivo è chiaro: raccogliere dati su come l’organismo umano reagisce all’esposizione prolungata alla microgravità, alle radiazioni cosmiche e all’isolamento. Finora le missioni con equipaggio della Cina duravano circa sei mesi, quindi il salto è notevole. Queste informazioni saranno fondamentali per le future spedizioni verso la Luna, che Pechino punta a realizzare entro il 2030.
Un anno nel Palazzo Celeste: ricerca biomedica e oltre cento esperimenti
Durante la permanenza prolungata, la China Manned Space Agency (Cmsa) avvierà il suo primo grande programma di ricerca biomedica in orbita. Gli scienziati intendono costruire una sorta di “atlante” del corpo umano nello spazio, per capire come cambiano i diversi sistemi biologici durante una missione di lunga durata. Saranno testati anche nuovi sistemi medici e dispositivi di protezione pensati per i futuri viaggi interplanetari.
La stazione spaziale Tiangong, il cui nome significa “Palazzo Celeste”, è ormai il cuore della strategia spaziale cinese. Pienamente operativa dal 2022, ha accolto equipaggi con continuità permettendo a Pechino di mantenere una presenza umana permanente in orbita terrestre bassa. Shenzhou-23 è la settima missione con equipaggio della fase operativa della stazione e il quarantesimo volo con equipaggio del programma spaziale cinese nel suo complesso.
Oltre alle ricerche mediche, l’equipaggio condurrà più di cento esperimenti scientifici in settori come la biologia spaziale, la scienza dei materiali, la fisica dei fluidi in microgravità e le tecnologie energetiche di nuova generazione. Verranno studiati anche componenti a base di terre rare, leghe leggere e batterie sperimentali, tecnologie che potrebbero trovare impiego nelle future generazioni di navicelle o stazioni spaziali.
La nuova corsa allo spazio e le ambizioni lunari di Pechino
Shenzhou-23 si inserisce in un contesto di crescente competizione internazionale per la superiorità nello spazio. Mentre gli Stati Uniti guardano alla Luna con il programma Artemis, la Cina procede in parallelo con il suo piano per portare esseri umani sulla superficie lunare entro la fine del decennio. Per riuscirci, Pechino sta sviluppando nuovi veicoli, tra cui il razzo Lunga Marcia 10 e una navicella con equipaggio di nuova generazione.

