Gli accessori di lusso per la cocaina stanno trovando una vetrina insospettabile: Instagram. Nel ventunesimo secolo, soldi e grandi interessi hanno riscritto l’immaginario attorno a sostanze come cannabis, funghi allucinogeni e ketamina. Negli Stati Uniti, per esempio, è possibile comprare marijuana legale in negozi che sembrano Apple Store. Oppure assumere potenti sostanze psicoattive in ambienti terapeutici dal design curato e confortevole. La cocaina, al contrario, non è ancora stata protagonista di un vero e proprio rebranding capace di cambiarne la percezione pubblica. Eppure, a giudicare da una serie di prodotti comparsi nei feed di Instagram, quel processo sembra essere già in corso.
A prima vista, questi oggetti potrebbero non sembrare immediatamente legati al consumo di droghe. Ma guardandoli con più attenzione, molti di questi prodotti sembrano progettati per rispondere a un bisogno che nessuno ha mai dichiarato apertamente. Un esempio lampante è la custodia Slyd. Una piccola tasca in pelle con chiusura magnetica, venduta a circa 35 euro. In un video promozionale su Instagram si vede una persona inserire una piccola quantità di polvere biancastra nell’accessorio. La parola “Bag”, termine gergale molto comune nel mondo della droga, è incisa direttamente sul sacchetto in pelle. E lì ogni ambiguità residua svanisce, perché nessuno ha mai sentito il bisogno di un modo più elegante per portarsi gli elettroliti in tasca. Una mini custodia per la cocaina, o per altre droghe in polvere come ketamina e Mdma, invece, può avere un certo appeal commerciale.
Accessori di questo tipo risultano ampiamente pubblicizzati su Instagram, anche se in modo discreto.
Instagram e l’ambiguità come strategia commerciale
L’azienda che produce la custodia Slyd non ha risposto a richieste di commento. Un rappresentante di Magic Items ha invece negato che l’azienda venda accessori per il consumo di droghe o promuova l’uso di sostanze illegali, attività che violerebbero le norme pubblicitarie di Meta e le linee guida sui beni e servizi con restrizioni. “È una borsa multiuso per prodotti deperibili”, ha detto a proposito di Wildcard. Un rappresentante di FattyPack ha dichiarato: “Dato che non promuoviamo il nostro prodotto per l’uso di droghe, non abbiamo mai avuto problemi con le inserzioni su Meta. Alcuni clienti potrebbero usarlo in quel modo, ma lasciamo la questione all’interpretazione individuale”.
La portavoce di Meta, Erica Sackin, ha spiegato che l’azienda sta esaminando diversi account dei marchi citati e che conduce regolarmente controlli per intervenire nei confronti degli utenti che violano le norme sulle droghe illegali.
I produttori di questi mini portafogli giocano su una certa ambiguità quando parlano dei loro accessori in pelle. Slyd, ad esempio, presenta il suo prodotto soprattutto come una soluzione comoda per trasportare bustine di nicotina. Le aziende di strumenti hi-tech per sniffare, invece, si espongono un po’ di più. C’è per esempio Bumpskē, un dispositivo in acciaio inossidabile che si presenta come una cannuccia per inalare cacao, con tanto di luce led sulla punta per facilitarne l’uso negli ambienti più bui. Oltre ad avere nel nome la parola “bump”, termine comune per indicare una piccola dose di cocaina, l’account Instagram del brand (rimosso dopo verifiche da parte di Meta) era pieno di allusioni tutt’altro che sottili alla droga, tra cui una scena dell’Alice nel paese delle meraviglie della Disney in cui Alice infila il viso in un enorme cumulo di zucchero, e immagini del dispositivo accostate a ghiaccio o neve.
Poi c’è Snogo, che vende un’ampia gamma di cannucce di design con meccanismo a molla da indossare come collane, con un richiamo abbastanza evidente al ciondolo a croce usato come cucchiaino per la cocaina da Sarah Michelle Gellar in Cruel Intentions, popolare film del 1999. L’azienda vende anche un cappellino tempestato di strass da circa 100 euro con tasche speciali per nascondere la cannuccia e i soldi.
La scarsa reattività di Meta sulla pubblicità legata alla droga
Le linee guida pubblicitarie di Meta vietano di incoraggiare “il consumo di droghe illegali, ricreative o di altre sostanze, prodotti o integratori potenzialmente non sicuri”. Eppure anche un brand come Soft Landings, che vende una bevanda, sembra strizzare l’occhio al mondo delle sostanze. Uno degli slogan dell’azienda (“Vi piace fare serata, ma odiate il down del giorno dopo?”) richiama un’espressione in slang britannico usata per indicare serate passate a bere e fare uso di droghe.
Quello che emerge è che Meta non sembra intervenire sempre tempestivamente per contrastare questo tipo di marketing su Instagram, nemmeno quando le aziende pagano per far comparire nei feed degli utenti cannucce personalizzabili per sniffare e alternative alle bustine di plastica. Se cocaina e Mdma forse vanno ancora acquistate di persona, gli accessori di lusso per la vita notturna restano quasi sempre a un clic di distanza.
