Tre campagne di richiamo Hyundai distinte, quasi 425.000 veicoli coinvolti e problemi che vanno dagli airbag potenzialmente letali fino a frenate del tutto inaspettate. Il costruttore coreano ha messo in moto una serie di interventi che riguardano diversi modelli, tra cui Santa Cruz, Tucson, Ioniq 5 e Ioniq 9. Vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo.
Il problema più grave, anche se per fortuna coinvolge un numero relativamente contenuto di veicoli, riguarda 3.493 esemplari di Elantra prodotti tra il 2015 e il 2016. Questi modelli potrebbero montare un gonfiatore dell’airbag in grado di rompersi durante l’attivazione, con il rischio concreto di proiettare frammenti metallici verso il conducente. Un difetto che, nei casi peggiori, può causare lesioni gravi o addirittura la morte. I gonfiatori in questione non sono di produzione Takata, ma sono stati realizzati da ARC Automotive. Secondo la NHTSA, l’agenzia federale statunitense per la sicurezza stradale, il propellente contenuto al loro interno potrebbe non rispettare le specifiche di densità previste, generando pressioni interne eccessive e portando alla rottura del dispositivo nel momento dello scoppio dell’airbag. Hyundai ha precisato di non essere a conoscenza di alcun caso di rottura effettiva, ma ha deciso di procedere comunque con il richiamo per estrema cautela. I proprietari verranno contattati a luglio e invitati a portare il veicolo in concessionaria per un’ispezione. Se necessario, i tecnici provvederanno alla sostituzione del gonfiatore.
Frenate improvvise su oltre 421.000 veicoli
La campagna più ampia per numero di veicoli coinvolti riguarda invece 421.078 unità tra Santa Cruz, Tucson, Tucson Hybrid e Tucson Plug-In Hybrid degli anni modello 2025 e 2026. Il problema è legato al sistema di assistenza alla frenata d’emergenza (forward collision avoidance), che a causa di un difetto software può mostrare una sensibilità eccessiva agli oggetti presenti davanti al veicolo. Il risultato è che il sistema interviene in modo prematuro, applicando i freni senza che ce ne sia reale necessità. Una situazione tutt’altro che piacevole, soprattutto per chi segue a distanza ravvicinata. Hyundai ha avviato le indagini già a inizio 2025 e finora ha ricevuto 376 segnalazioni legate a questo comportamento anomalo. Quattro di queste hanno coinvolto incidenti in cui il veicolo Hyundai è stato tamponato da un altro mezzo, con un bilancio complessivo di quattro feriti. Per risolvere il problema, le concessionarie aggiorneranno il software della telecamera anteriore. Le notifiche ai proprietari sono previste per metà luglio.
Sospensioni posteriori a rischio su Ioniq 5 e Ioniq 9
Il terzo richiamo Hyundai è il più contenuto in termini numerici, ma non per questo meno rilevante. Coinvolge 172 esemplari di Ioniq 5 del 2025 e Ioniq 9 del 2026, che potrebbero essere stati assemblati con elementi di fissaggio delle sospensioni posteriori non serrati correttamente. Con il passare del tempo, le vibrazioni possono allentare progressivamente dadi e bulloni, con il rischio di una perdita di controllo del veicolo. Hyundai è venuta a conoscenza del potenziale difetto nel 2025, dopo una segnalazione relativa a un rumore anomalo proveniente dalla sospensione posteriore di una Ioniq 5. Da lì è partita l’indagine, e al momento il costruttore è a conoscenza di soli due episodi. Solo l’1% dei veicoli coinvolti dovrebbe effettivamente presentare componenti delle sospensioni non serrati a dovere. In concessionaria, i tecnici ispezioneranno e, se necessario, sostituiranno i fissaggi delle sospensioni posteriori, eseguendo anche un riallineamento del retrotreno.
