Satispay sta cambiando marcia, e lo sta facendo grazie all’intelligenza artificiale. La fintech italiana ha integrato in modo massiccio Claude Code, lo strumento di Anthropic, nei propri processi di sviluppo software, al punto che oltre il 75% del codice scritto ogni mese viene generato proprio con questo tool. Non si tratta di un esperimento limitato a pochi team: il tasso di adozione tra gli ingegneri ha superato il 90%, un dato che racconta quanto la tecnologia sia ormai radicata nel flusso di lavoro quotidiano dell’azienda.
Dario Brignone, co-fondatore di Satispay, ha una visione piuttosto chiara sul ruolo dell’intelligenza artificiale: la considera un acceleratore, non un sostituto del giudizio umano. E i numeri, in effetti, parlano da soli. Una roadmap tecnica che avrebbe richiesto 18 mesi di lavoro è stata completata in appena 7 mesi. L’aggiornamento di Spring e il passaggio da Java 8 a Java 21 per il sistema che gestisce i singoli pagamenti in rete ha richiesto meno di 4 giorni, contro i 28 previsti inizialmente. Parliamo di una compressione dei tempi che, con i classici modelli organizzativi, sarebbe stata semplicemente impensabile. Il risultato concreto di tutto questo? Entro la fine del primo semestre, Satispay prevede di rilasciare il 50% di funzionalità in più rispetto a quanto sarebbe stato possibile senza l’ausilio dell’AI.
Come Satispay ha scelto Claude e cosa è cambiato per gli ingegneri
La scelta di affidarsi a Claude non è stata casuale né frettolosa. Satispay ha condotto una valutazione della durata di 30 giorni, mettendo a confronto diversi strumenti di intelligenza artificiale su ticket reali, quelli che gli sviluppatori affrontano ogni giorno. A fare la differenza sono state la qualità delle revisioni del codice e la capacità dello strumento di identificare i problemi spiegandone le cause in modo chiaro. Dopo quel mese di prova, la scelta è ricaduta su Opus e Sonnet, i modelli di Anthropic adottati a livello aziendale.
Uno degli effetti più interessanti dell’adozione di Claude riguarda la dinamica interna dei team. Gli ingegneri junior sono diventati più autonomi, potendo contare su un supporto costante durante le attività di sviluppo. Questo ha sollevato i colleghi senior dall’attività di affiancamento, permettendo loro di dedicarsi interamente allo sviluppo dell’architettura e delle nuove funzionalità. Un cambiamento che ha ridisegnato di fatto la distribuzione del lavoro all’interno dei team tecnici di Satispay.
Il futuro dell’automazione in Satispay: più AI, ma con supervisione umana
L’azienda non ha intenzione di fermarsi qui. Satispay punta a potenziare ulteriormente l’automazione attraverso Claude, pur mantenendo sempre una persona umana nei processi decisionali. La filosofia di fondo resta la stessa che ha guidato l’adozione fino a questo punto: l’intelligenza artificiale serve a fare di più e meglio, ma le decisioni critiche continuano a passare attraverso il vaglio umano. Un equilibrio che, almeno per ora, sembra funzionare piuttosto bene considerando i risultati raggiunti in termini di velocità e produttività.
