The Boys chiude i battenti oggi su Prime Video con il suo episodio finale, e lo fa in un modo che poche serie riescono anche solo a immaginare. Numeri di ascolto da record assoluto e, contemporaneamente, un pubblico spaccato a metà su quanto questa ultima stagione abbia davvero funzionato. Sette anni, quaranta episodi e una delle produzioni più ambiziose dell’intera era dello streaming che arriva al capolinea nel momento di massima popolarità.
The Boys: da fumetto brutale a fenomeno globale dello streaming
La serie nasce come adattamento del fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson, pubblicato tra il 2006 e il 2012, e approda su Prime Video nel luglio 2019 con una premessa tanto semplice quanto feroce: cosa succederebbe se i supereroi fossero strumenti aziendali dotati di poteri di distruzione di massa? Eric Kripke, creatore dello show, ha centrato subito il bersaglio, intercettando un clima politico e mediatico che sembrava fatto apposta per dare alla satira supereroistica di The Boys un sapore inquietantemente realistico. Nel corso di sette anni la serie ha costruito un universo composto da cinque stagioni, uno spin off (Gen V) e un immaginario in continua espansione, trasformando Patriota non semplicemente in un villain, ma in uno specchio disturbante della realtà.
È raro che una serie arrivi alla sua conclusione proprio quando sta toccando il picco di pubblico. Eppure The Boys ci è riuscita in pieno. La quinta stagione ha raggiunto una media di 57 milioni di spettatori per episodio a livello globale, il dato più alto mai registrato nella storia dello show. Non solo: questa stagione si è anche posizionata tra le dieci più viste di sempre tra tutte le serie originali di Prime Video.
Record di ascolti ma mai così tante polemiche
E qui la faccenda si fa interessante, perché tutto questo successo è arrivato insieme a una ricezione pubblica più frammentata che mai. The Boys è stata spesso elogiata dalla critica nel corso degli anni, ma ha sempre avuto detrattori molto agguerriti, soprattutto per il suo messaggio politico dichiarato e senza filtri. Questa ultima stagione, però, ha alimentato le discussioni su più fronti. Diversi spettatori hanno criticato il ritmo narrativo, lamentando episodi percepiti come riempitivi e una certa carenza di azione rispetto alle aspettative.
I paragoni non si sono fatti attendere. Qualcuno ha accostato questo tratto finale a quello controverso di Trono di Spade, un confronto che nel mondo delle serie equivale più o meno a lanciare una bomba in mezzo a una conversazione. Kripke ha difeso le scelte creative prese nel corso della stagione, ma oggi è il giorno della verità definitiva. Con l’ultimo episodio di The Boys disponibile su Prime Video, resta da capire se la serie sia riuscita davvero a chiudersi in un modo all’altezza della sua reputazione, oppure se il finale confermerà i dubbi di chi ha trovato questa quinta stagione al di sotto delle precedenti.
Quello che nessuno può mettere in discussione sono i numeri. 57 milioni di spettatori a episodio nella stagione conclusiva rappresentano un traguardo che pochissime produzioni in streaming possono vantare, a maggior ragione quando si tratta dell’ultima corsa.
