Dopo mesi con il P50 Pro Ultra, questo nuovo modello mi ha convinto quasi su tutto Negli ultimi mesi ho usato parecchio il Mova P50 Pro Ultra e, devo essere sincero, era già uno di quei robot che riuscivano a trovare un buon equilibrio tra prezzo, potenza e automazione. Però aveva ancora qualche limite evidente: sui tappeti più sporchi non era sempre impeccabile, il lavaggio serviva più a mantenere pulito che a pulire davvero a fondo e ogni tanto richiedeva comunque qualche intervento manuale. Quando ho iniziato a usare il nuovo Mova P70 Pro Ultra, ho avuto subito la sensazione che Mova abbia ascoltato proprio queste criticità.
E infatti questo nuovo modello non punta soltanto ad aumentare i numeri sulla scheda tecnica, ma cerca davvero di rendere l’esperienza più autonoma e meno “stressante” nella vita reale.
https://youtu.be/oAWx0NPesTU
Design e base
Dal punto di vista estetico non cambia tantissimo. Il robot mantiene il classico design circolare con torretta LDS superiore e dimensioni abbastanza importanti: 350 x 350 x 103,8 mm. Anche la stazione base non scherza, perché misura 420 x 458 x 470 mm, quindi serve sicuramente spazio in casa. Però qui entra in gioco il vero vantaggio del P70 Pro Ultra: una volta configurato, ci si dimentica quasi della sua esistenza.
La stazione automatizza praticamente tutto. Svuota la polvere, ricarica la soluzione detergente, lava i moci e li asciuga automaticamente con aria calda in circa un’ora. Ed è proprio questa la parte che mi ha convinto di più durante l’utilizzo quotidiano.

MOVA P70 Pro Ultra
Il sistema JetSpray Dryboard con 20 ugelli distribuisce l’acqua in maniera molto uniforme e riesce a limitare parecchio gli aloni sul pavimento. Inoltre il robot lava i moci con acqua calda fino a 100 °C, una funzione che sulla carta può sembrare marketing ma che nella pratica aiuta davvero a ridurre cattivi odori e residui. E finalmente si percepisce meno quella sensazione di “robot sporco che continua a lavare con panni sporchi” che capita con tanti modelli più economici.

MOVA P70 Pro Ultra
Potenza da 30.000 Pa
Uno dei dati più impressionanti è sicuramente l’aspirazione massima da 30.000 Pa. Onestamente pensavo fosse il classico numero sparato per fare scena, invece la differenza rispetto al P50 Pro Ultra si sente soprattutto sui tappeti e lungo i bordi delle stanze.
Mova dichiara un motore capace di raggiungere i 120.000 giri al minuto e, nell’uso reale, il robot riesce davvero a raccogliere sporco pesante, briciole, peli e polvere fine in una sola passata.

MOVA P70 Pro Ultra
Ho apprezzato molto anche il lavoro fatto contro i capelli aggrovigliati. La spazzola CleanChop Anti–Tangle opzionale, insieme alla spazzola laterale anti-groviglio e alle ruote progettate per evitare accumuli, riduce parecchio la manutenzione manuale. E per chi ha animali o capelli lunghi in casa, cambia davvero tanto nell’utilizzo quotidiano. Tra l’altro il robot riesce a superare ostacoli fino a 22 mm, quindi tappeti e piccoli dislivelli non sono quasi mai un problema.

MOVA P70 Pro Ultra
Il lavaggio è la vera evoluzione rispetto al passato
Secondo me il salto più evidente rispetto al P50 è proprio nel lavaggio a 100°. Qui troviamo due moci rotanti capaci di arrivare a 260 giri al minuto con una pressione verso il basso di 12N. Tradotto nella pratica: il robot non si limita più a passare un panno umido sul pavimento, ma prova davvero a strofinare le superfici. L’ho testato volutamente in situazioni fastidiose: macchie secche in cucina, sporco vicino all’ingresso, residui appiccicosi sotto il tavolo. E devo dire che il miglioramento rispetto al modello precedente è evidente.
Non sostituisce ancora completamente una lavata manuale profonda — soprattutto negli angoli più complessi — ma per la manutenzione quotidiana siamo arrivati a un livello molto alto.
In più mi è piaciuto parecchio il sistema MaxiReach e RoboSwing: il mocio riesce a estendersi fino a 4 cm per arrivare meglio sotto i mobili e lungo i bordi delle pareti. È una di quelle piccole cose che nell’uso reale fanno davvero differenza.
Igienizzazione
Se c’è un elemento che distingue il P70 dal P50, è il sistema di igienizzazione. Come detto, la stazione base porta il lavaggio dei moci a 100°C, con certificazione TÜV Rheinland (99,9999% di riduzione batterica su quattro ceppi testati). È un salto netto rispetto ai 75°C della generazione precedente. In pratica, il risultato è duplice:
- meno odori residui nei moci
- sensazione di pulito più “reale”, non solo visivo
L’asciugatura a 70°C completa il ciclo in circa un’ora, evitando ristagni di umidità. Il sistema JetSpray Dryboard con 20 ugelli distribuisce l’acqua in modo uniforme e migliora il lavaggio del panno, riducendo accumuli di sporco localizzati.
Navigazione e IA
Uno degli aspetti che mi aveva già convinto del P50 era la navigazione, ma qui il sistema sembra ancora più maturo. Il robot riconosce automaticamente oltre 280 ostacoli e tramite app si possono persino personalizzare alcuni comportamenti, definendo oggetti specifici e distanze di sicurezza.

MOVA P70 Pro Ultra
Nella pratica significa meno urti, meno incastri e meno situazioni frustranti. Cavi, scarpe, sedie, oggetti lasciati per terra: il P70 Pro Ultra tende davvero a gestire meglio gli ambienti “vissuti”, cioè quelli reali, non gli appartamenti perfetti da showroom.

MOVA P70 Pro Ultra
Mi è piaciuta anche la gestione dei tappeti. Grazie ai sensori a ultrasuoni il robot riconosce automaticamente superfici diverse e può:
- aumentare la potenza di aspirazione,
- evitare i tappeti durante il lavaggio,
- oppure sollevare o rimuovere i moci automaticamente.
Ed è una di quelle automazioni che riducono davvero il bisogno di intervenire manualmente.
Animali domestici e automazioni
Una funzione che secondo me molti sottovalutano è quella dedicata agli animali domestici. Il sistema riesce a rilevare animali e deiezioni con una precisione dichiarata del 99,9%, adattando automaticamente la pulizia per evitare incidenti spiacevoli.
Anche l’app è migliorata parecchio. Le animazioni 3D in tempo reale, le statistiche sulla pulizia e la gestione personalizzata delle stanze rendono l’esperienza più completa rispetto a tanti competitor della stessa fascia.
Batteria e autonomia
La batteria è da 5.200 mAh, con autonomia fino a circa 250 minuti. Tradotto nella vita reale: case grandi gestite senza problemi in un singolo ciclo. Non è un valore “nuovo” rispetto alla concorrenza, ma è ben ottimizzato dal sistema energetico e dal software di gestione.
Le mie conclusioni
Dopo averlo usato per diversi giorni, il Mova P70 Pro Ultra mi ha dato una sensazione molto chiara: è il primo modello della serie P che riesce davvero ad avvicinarsi all’idea di robot completamente autonomo.















Non perché faccia magie, ma perché riduce tantissimo le piccole operazioni fastidiose che normalmente accompagnano questi prodotti: pulire i moci, svuotare la polvere, gestire i tappeti, liberare capelli dalle spazzole o correggere continuamente la navigazione. Certo, non è perfetto. La stazione è grande, il robot resta abbastanza alto e il prezzo di listino di 699 euro (su Amazon il link) lo colloca ormai in una fascia importante. Monitorate tuttavia lo street price perché spesso scende di qualcosina.
Però rispetto al P50 Pro Ultra il passo avanti è concreto praticamente ovunque. E la sensazione che ho avuto usando questo robot è che Mova stia iniziando davvero a competere con i nomi più forti del settore, non solo sul prezzo ma anche sull’esperienza d’uso complessiva.
