Con il rilascio di macOS 26.5 avvenuto nei giorni scorsi, Apple ha aggiornato anche la documentazione dedicata agli ambienti aziendali, svelando una serie di fix piuttosto importanti per chi gestisce flotte di Mac in contesti enterprise. Non si tratta di novità cosmetiche o di funzioni appariscenti, ma di quei problemi che, quando si presentano su decine o centinaia di macchine gestite, possono davvero complicare la vita ai reparti IT.
Il problema più vistoso era quello dello schermo nero dopo un aggiornamento software. Alcuni Mac, al termine dell’installazione di un update, si avviavano mostrando solo una schermata completamente nera, costringendo gli amministratori a interventi manuali. Con macOS 26.5, Apple conferma di aver risolto definitivamente questo comportamento. Per chi amministra dispositivi in azienda, era un grattacapo non da poco, soprattutto quando gli aggiornamenti venivano distribuiti da remoto tramite sistemi di device management.
Riavvii improvvisi su MacBook Air M5 e MacBook Pro M5 Pro e M5 Max
Un altro nodo critico riguardava i riavvii inaspettati. Due scenari distinti causavano il problema: da un lato, i Mac si riavviavano durante il montaggio di condivisioni SMB; dall’altro, MacBook Air con chip M5 e MacBook Pro con M5 Pro o M5 Max andavano in crash usando alcune estensioni di filtro contenuti. Quest’ultimo bug colpiva quindi i modelli più recenti con Apple Silicon, rendendo instabili proprio le macchine di ultima generazione in ambienti dove i filtri di rete sono la norma.
Apple ha anche corretto un problema legato ai certificati root e intermedi, che non venivano aggiornati correttamente durante il rinnovo dell’iscrizione a un servizio di device management. Un dettaglio apparentemente minore, ma che poteva generare errori a cascata nella gestione centralizzata dei dispositivi.
C’è poi la questione delle smart card: i login andati a buon fine venivano erroneamente registrati come tentativi di password sbagliata. Per le organizzazioni che usano autenticazione tramite smart card, questo poteva portare a blocchi degli account del tutto ingiustificati.
Miglioramenti su Safari, XQuartz e client SMB
macOS 26.5 sistema anche un comportamento legato a Safari e alla compilazione automatica. Quando l’autofill veniva disabilitato tramite device management per Safari, la funzione di autocompletamento password e passkey risultava bloccata pure nelle altre app. Ora, anche con Safari limitato, le Passkey e le password restano disponibili nelle Impostazioni di Sistema per le applicazioni di terze parti.
Per chi utilizza applicazioni X11 tramite XQuartz, è stato risolto un bug visivo che impediva la corretta visualizzazione delle finestre dopo un ridimensionamento.
Infine, una modifica tecnica al comportamento del client SMB merita attenzione: quando il Mac non è collegato ad Active Directory, il client SMB ora esegue ricerche DNS SRV per ldap.tcp. e gc.tcp. configurati in nsmb.conf per individuare i domain controller. Se li trova, tenta la connessione a ciascuno in ordine; se tutti falliscono, ripristina il collegamento al nome server originale. Una logica di fallback più robusta che migliora la resilienza delle connessioni di rete in ambienti complessi.
