Qualche giorno fa è successa una cosa piuttosto insolita nel mondo dell’automotive elettrico. Lei Jun, il fondatore e CEO di Xiaomi, ha preso un esemplare della nuova Xiaomi SU7 e lo ha letteralmente smontato pezzo per pezzo, davanti alle telecamere. Un’operazione che di per sé aveva già fatto parlare parecchio. Ma poi è arrivata la parte ancora più spettacolare: il riassemblaggio integrale dell’auto elettrica, filmato e condensato in un video di circa otto minuti.
Non è esattamente il tipo di contenuto che ci si aspetta dal numero uno di un colosso tecnologico. Eppure Lei Jun ha voluto dimostrare qualcosa di molto concreto: che la SU7 non è solo un prodotto ben confezionato dall’esterno, ma un veicolo progettato con una logica costruttiva trasparente, dove ogni componente ha un senso e può essere mostrato senza imbarazzi. Smontare e rimontare un’auto elettrica in diretta è un gesto che pochi costruttori avrebbero il coraggio (o la voglia) di fare.
Cosa racconta davvero questo video sulla Xiaomi SU7
Il video del riassemblaggio integrale di Xiaomi SU7 è diventato rapidamente virale, e non è difficile capire perché. Otto minuti in cui si vedono i tecnici rimettere insieme l’intera vettura, dalla scocca ai componenti elettrici, passando per il pacco batterie e gli interni. Il tutto con una precisione quasi chirurgica, che racconta molto sulla qualità dell’ingegneria messa in campo da Xiaomi nel settore delle auto elettriche.
Per un’azienda che fino a pochi anni fa era conosciuta esclusivamente per smartphone e dispositivi smart home, questo tipo di dimostrazione pubblica serve anche a costruire credibilità. Xiaomi sta cercando di posizionarsi come un produttore automobilistico serio, e mostrare le viscere della propria auto elettrica è un modo per dire: guardate, non abbiamo nulla da nascondere. La SU7 è già di per sé un prodotto che ha attirato enorme attenzione sul mercato cinese, e operazioni di comunicazione come questa alimentano ulteriormente la curiosità attorno al brand.
Lei Jun e la strategia di trasparenza totale
C’è un aspetto che vale la pena sottolineare. Lei Jun non si è limitato a delegare l’operazione al reparto marketing. Ha partecipato personalmente allo smontaggio della Xiaomi SU7, mettendoci la faccia in prima persona. È una scelta che riflette lo stile comunicativo del fondatore di Xiaomi, da sempre molto presente sui social e attento a costruire un rapporto diretto con la community.
Questo approccio ricorda, in parte, quanto fatto in passato con gli smartphone Xiaomi, quando l’azienda pubblicava teardown dettagliati dei propri dispositivi per mostrare la qualità dei materiali e dei componenti interni. Applicare la stessa logica a un’automobile elettrica è un salto di scala notevole, ma il principio resta lo stesso: trasparenza come strumento di fiducia.
Il video del riassemblaggio completo della SU7 in otto minuti rappresenta anche una dimostrazione tecnica non banale. Rimontare un veicolo elettrico in modo pulito e funzionale richiede competenze precise e una catena di montaggio ben oliata. Xiaomi, con questa operazione, ha voluto far vedere che la propria capacità produttiva nel settore automotive è solida e matura, nonostante la relativa giovinezza del progetto.
La Xiaomi SU7 continua dunque a far parlare di sé, stavolta non per specifiche tecniche o dati di vendita, ma per un gesto plateale del suo creatore che ha deciso di aprirla completamente al pubblico, letteralmente.

