I prezzi dei carburanti non accennano a fermarsi e continuano a salire, settimana dopo settimana. La rilevazione periodica diffusa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica racconta una situazione che pesa sempre di più sulle tasche degli automobilisti italiani, con benzina, gasolio e GPL tutti in crescita. E questo nonostante la riduzione delle accise voluta dal Governo, che evidentemente non basta a frenare la corsa dei listini.
Nella settimana compresa tra il 30 marzo e il 5 aprile, la benzina ha raggiunto un prezzo medio di 1,761 euro al litro in modalità self service, con un incremento di 2,85 centesimi rispetto alla settimana precedente. Un aumento che, preso singolarmente, può sembrare modesto, ma che si inserisce in una tendenza al rialzo ormai costante. Il gasolio ha fatto peggio, e non di poco: il prezzo medio è salito di 5,93 centesimi, arrivando a 2,092 euro al litro. Parliamo di oltre il doppio dell’aumento registrato dalla benzina, un dato che colpisce soprattutto chi guida veicoli diesel per lavoro o percorre molti chilometri ogni giorno.
Ma la sorpresa, se così si può chiamare, arriva dal GPL. Il gas di petrolio liquefatto ha segnato il rialzo più pesante dell’intera rilevazione: 6,52 centesimi in più nell’arco di una sola settimana. Chi aveva scelto il GPL proprio per risparmiare sui costi del carburante si ritrova ora a fare i conti con aumenti percentualmente significativi, anche se il prezzo assoluto resta comunque inferiore a quello di benzina e gasolio. Va specificato che tutti i prezzi indicati si riferiscono alla modalità self service.
Il taglio delle accise prorogato fino al primo maggio
Per provare a contenere l’impatto di questi rincari, il Governo ha deciso nei giorni scorsi di prorogare la riduzione delle accise di 20 centesimi al litro. Lo sconto complessivo applicato ammonta a 24,4 centesimi e resterà in vigore fino al primo maggio. Una misura che sta attenuando gli effetti degli aumenti sui prezzi dei carburanti, questo è fuori discussione, ma che chiaramente non riesce a impedirli del tutto. Il costo alla pompa continua a salire, e lo sconto sulle accise funziona più come un cuscinetto che come una vera soluzione.
Il punto è che la dinamica dei prezzi dei carburanti dipende da fattori che vanno ben oltre le decisioni fiscali nazionali. Le quotazioni internazionali del petrolio, le tensioni geopolitiche, il rapporto tra domanda e offerta: sono tutti elementi che influenzano il costo finale pagato dagli automobilisti. E quando questi fattori spingono verso l’alto, anche uno sconto fiscale generoso finisce per essere assorbito parzialmente o completamente dai rialzi.
Cosa dicono i numeri settimana dopo settimana
Guardando ai dati diffusi dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il quadro è abbastanza chiaro. I prezzi dei carburanti in Italia stanno vivendo una fase di crescita su tutti i fronti. La benzina sale, il gasolio sale ancora di più, e il GPL registra l’incremento più marcato in termini assoluti. La proroga del taglio delle accise fino al primo maggio offre un po’ di respiro, ma non cambia la direzione del trend. Chi si muove in auto, per lavoro o per necessità, dovrà probabilmente mettere in conto costi crescenti almeno nelle prossime settimane.
