Chi possiede un vecchio computer sa bene che Linux rappresenta spesso la via più sensata per dare nuova vita a macchine datate. Eppure anche nel mondo delle distribuzioni leggere qualcosa sta cambiando. Ubuntu 26.04 LTS, nome in codice Resolute Raccoon, arriva con requisiti hardware rivisti al rialzo, e la novità principale riguarda proprio la RAM: si passa dai 4 GB delle versioni precedenti a 6 GB consigliati. Il rilascio ufficiale è previsto per il 23 aprile 2026.
Per quanto riguarda il processore, nulla di nuovo. Serve sempre un dual core a 64 bit con frequenza di almeno 2 GHz, esattamente come accadeva da Ubuntu 18.04 LTS in poi. Lo stesso vale per lo spazio su disco: 25 GB di spazio libero restano il minimo richiesto, dato che non è cambiato praticamente da anni. L’ultimo aggiornamento significativo sul fronte CPU risale addirittura alla versione 17.10, quando venne eliminato il supporto ai processori a 32 bit.
Il punto chiave, però, è proprio quell’aumento a 6 GB di RAM. Canonical ha specificato che si tratta di un requisito consigliato, non obbligatorio. L’unico requisito davvero vincolante rimane lo spazio di archiviazione. Tecnicamente, Ubuntu 26.04 LTS può ancora essere installato su macchine con soli 2 GB di RAM. Il problema è che l’esperienza d’uso diventa a quel punto estremamente frustrante: tempi di attesa biblici anche per le operazioni più banali, al punto da rendere il sistema quasi inutilizzabile nel quotidiano.
Perché servono più risorse e quali alternative esistono
La ragione dietro questa scelta è piuttosto concreta. Ubuntu 26.04 LTS integra GNOME 50, un ambiente desktop che da solo consuma una fetta importante delle risorse di sistema. A questo va aggiunto l’utilizzo dei browser moderni, notoriamente voraci di memoria, e delle applicazioni più comuni. Senza quei 6 GB, tutto rallenta in modo evidente. Per chi non vuole rinunciare a un’esperienza fluida, la soglia indicata da Canonical ha semplicemente senso.
Chi invece possiede hardware meno recente e non vuole abbandonare l’ecosistema Ubuntu ha comunque delle opzioni. È possibile installare un sistema base utilizzando il netboot installer, che permette di caricare solo i componenti strettamente necessari. Oppure si può optare per distribuzioni derivate più leggere, come Lubuntu, che sfrutta l’ambiente grafico LXQt al posto di GNOME. Soluzioni del genere consentono di mantenere la compatibilità con i pacchetti Ubuntu riducendo in modo drastico il consumo di risorse.
La versione Server e il kernel 7.0
C’è poi un discorso a parte per chi utilizza Ubuntu in ambito server. I requisiti della versione Server restano decisamente più contenuti: si parla di 1 GB di RAM per le immagini cloud e 1,5 GB per le ISO di installazione. Anche qui, comunque, vengono consigliati almeno 3 GB per un funzionamento senza intoppi.
Oltre a GNOME 50, Ubuntu 26.04 LTS dovrebbe includere il kernel Linux 7.0, un aggiornamento che porta con sé miglioramenti nel supporto hardware e nelle prestazioni generali del sistema. Per chi ha voglia di provare tutto in anteprima, è già disponibile la versione beta di Ubuntu 26.04 LTS, utile per testare le novità prima del rilascio ufficiale del 23 aprile.
