Il primo trimestre fiscale di Qualcomm (l’ultimo del 2025) è stato migliore delle previsioni. Secondo le indicazioni diffuse dalla società, i ricavi hanno toccato quota 12,25 miliardi di dollari, di poco oltre le stime. L’utile netto si è fermato a circa 3 miliardi, con una lieve flessione su base annua. La divisione dedicata ai chip per smartphone ha prodotto 7,82 miliardi, con una crescita trimestrale moderata. Le attività legate alle licenze sulla proprietà intellettuale, comprese quelle sui brevetti 5G, hanno aggiunto 1,59 miliardi. Segnali positivi arrivano anche dall’area IoT, salita a 1,69 miliardi, e dal settore automotive, che ha superato 1,1 miliardi. I dati vengono letti come prova di una domanda ancora sostenuta per i prodotti di fascia medio-alta, con margini più elevati rispetto alle soluzioni economiche.
L’allarme sulle memorie
Le dichiarazioni dell’amministratore delegato Qualcomm Cristiano Amon indicano una possibile inversione di tendenza già nel trimestre successivo. La crescita dei costi di RAM e NAND viene descritta come il principale freno per il mercato mobile a breve termine. Pur non essendo direttamente coinvolta nella vendita di memorie, Qualcomm dipende dalle scelte dei produttori di smartphone, che devono assorbire l’aumento dei prezzi dei componenti. Secondo l’azienda, tali dinamiche potrebbero condizionare il numero di modelli lanciati e le configurazioni tecniche offerte al pubblico. La pressione sui costi spinge i produttori a rivedere listini e strategie industriali, con riflessi indiretti sui volumi dei processori. Le previsioni per il secondo trimestre fiscale parlano di ricavi compresi tra 10,2 e 11 miliardi di dollari, valore inferiore alle attese del mercato finanziario.
La linea comunicata dalla Qualcomm conferma una preferenza per dispositivi e chip di livello superiore, considerati più redditizi e meno esposti alla concorrenza sul prezzo. Tale orientamento viene presentato come coerente con la storia recente dell’azienda, che ha costruito buona parte del proprio successo su soluzioni premium per smartphone e sistemi connessi. Parallelamente prosegue la politica di remunerazione degli investitori. Nel trimestre sono state riacquistate circa 15 milioni di azioni per 2,6 miliardi di dollari, mentre i dividendi distribuiti hanno raggiunto 949 milioni.
