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Andare in bagno tra le stelle: la routine igienica degli astronauti

L’innovativo bagno della Stazione Spaziale Internazionale

Sono anni che gli esperti del settore di tutto il mondo si dedicano con impegno alla soluzione di un problema apparentemente insignificante ma tuttavia essenziale: garantire dei servizi igienici basilari, e magari anche confortevoli, per gli astronauti nello spazio

La NASA stessa, nel suo rapporto sulle missioni Apollo, ha riconosciuto che “la defecazione e la minzione rappresentano aspetti fastidiosi fin dall’inizio del volo spaziale con equipaggio”. Grazie ai progressi tecnologici, oggi esistono sistemi all’avanguardia che cercano di rendere questa esperienza il più simile possibile a quella sulla Terra, anche se gli astronauti non esitano a sottolineare che non è esattamente il massimo del comfort.

 

Le prime sfide nell’assicurare l’igiene nello spazio

Le prime toilette spaziali furono installate sugli shuttle solo negli anni Ottanta. All’inizio, le missioni spaziali russe e americane erano relativamente brevi e non richiedevano soluzioni sofisticate per l’igiene personale. Durante le missioni Gemini e Apollo, gli astronauti dovevano arrangiarsi con sacchetti per l’urina e rifiuti solidi, operazioni che risultavano complesse e lente, soprattutto sulla Luna dove le condizioni di microgravità rendevano ogni movimento difficile. Solo con le missioni Apollo 12

in poi, le capsule spaziali furono dotate di toilette più avanzate, sebbene ancora lontane dall’offrire un comfort adeguato.

Oggi, sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), sono stati sviluppati sistemi avanzati di igiene. Grazie a tre servizi igienici che utilizzano un sistema di aspirazione azionato da una ventola, i rifiuti liquidi vengono raccolti in contenitori da 20 litri, mentre quelli solidi sono conservati in sacchetti microforati e successivamente trasferiti alla sonda di rifornimento Progress per lo smaltimento. Considerando quanto sia preziosa l’acqua nello spazio, i rifiuti liquidi degli astronauti vengono riciclati, trasformandoli in acqua potabile tramite il Brine Processor Assembly (BPA), che ha raggiunto un notevole tasso di riciclo del 98% nel 2023.

 

Dove ci porterà la ricerca del bagno spaziale perfetto?

Dopo due decenni in orbita, le toilette dell’ISS sono state aggiornate con l’Universal Waste Management System (UWMS), un sistema più compatto, silenzioso e igienico rispetto al modello precedente. Questo sistema universale, installato sperimentalmente nel 2020, è stato progettato per adattarsi a qualsiasi veicolo spaziale e all’anatomia degli astronauti, offrendo una soluzione più confortevole e discreta per le loro necessità fisiologiche durante le missioni nello spazio.

 

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Pubblicato da
Margherita Zichella