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Google si è aggiudicato il tanto richiesto dominio ai.com?

Anche il settore tecnologico, in questo caso, dell’intelligenza artificiale è ricco di misteri (se non ce ne fossero che divertimento ci sarebbe). Uno di questi enigmi è riferito ad ai.com, un dominio apparentemente semplice, ma dalla storia più complicata e ricca di stravolgimenti di quanto si creda. La maggior parte degli utenti di Internet oggi conosce ai.com come il punto di accesso a Gemini, il chatbot di Google, eppure prima di era tutt’altro.

Un dominio che non aveva niente a che fare con l’IA ora è di Google?

Registrato negli anni ’90 da Advanced Instruments Corp. Services, ai.com era originariamente un dominio probabilmente scelto per la sua semplicità. Nel corso degli anni ha subito una serie di trasformazioni che lo hanno portato da un sito aziendale a una piattaforma di notizie sull’intelligenza artificiale e, successivamente, ad essere utilizzato come redirect verso vari servizi online.

Il mistero si infittisce quando si considera il continuo cambiamento di destinazione del redirect di ai.com nel corso degli anni. Da ChatGPT a Grok, da un video di Marques Brownlee

a Google Gemini, il dominio sembra essere stato una sorta di viaggiatore errante nel settore tecnologico. La sua registrazione attuale a Squarespace con email di contatto di Google Domains aggiunge ancora più speculazioni.

Google lo ha acquisito per promuovere Gemini o c’è un “troll” dietro le quinte che si diverte a modificare il redirect per confondere gli utenti? La verità è ancora sconosciuta. Ciò che è certo è che ai.com ha catturato l’attenzione di coloro che sono interessati al mondo dell’intelligenza artificiale. Nel dubbio, se si desiderasse accedere all’IA di Google Gemini, è consigliabile affidarsi al sito ufficiale per evitare confusioni e possibili trappole digitali. Ricordate sempre che ci sono pericoli in giro nascosti sul web, una rete invisibile di virus pronti ad attaccare i vostri dispositivi. Il mistero di ai.com intanto rimane aperto e potrebbe ancora riservare sorprese nel futuro. Quale sarà la verità? Vorremmo tanto saperlo.

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Pubblicato da
Rossella Vitale